Cristina Tonetta nel torneo maschile e Ilaria Amorosini in quello femminile tengono alto il prestigio dell’hockey italiano
Nelle foto le due protagoniste a Lousada e Amburgo

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Nemo propheta in patria. Accade anche nella federhockey. Cristina Tonetta al suo terzo torneo europeo del 2024, già convocata per il quarto, sarà al tavolo della finale fra Cardiff Met e Lisnagarvey, la decima gara del suo personale Trophy. In Italia? Zero fra élite maschile e femminile e neppure in altri concentramenti.
È andata un po’ meglio a Ilaria che ha diretto due partite di élite maschile (due volte il Valchisone) mentre ad Amburgo si trova a dirigere Dragons – Surbiton dopo aver già arbitrato Club an der Alster e Sumchanka. O sono sopravalutate in Europa o sottovalutate in Italia, vista la qualità europea dei decisori, viene in mente una terza ipotesi: non sono gradite nella stanza “politica” dei bottoni. Scrivo politica fra virgolette perché la politica dovrebbe essere l’etica della comunità, non la spartizione di favori.





