Giocatore di elevato tasso tecnico, ha trovato in coach Tassi l’interlocutore per essere ancora uno dei punti di forza del club universitario
Nella foto Jasbeer Singh a tua per tu con il portiere
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7 aprile 2024. Tanti auguri e grazie di essere uno di noi.
Jasbeer ha tutto il diritto di chiamarsi Singh. Ma l’omonimia con l’ex azzurra figlia del grande Inder – lui è figlio di Papù – a volte ha generato confusione.
Una confusione nata all’anagrafe italiana di Bra. In India le ragazze sikh prendono il secondo nome di Kaur (si pronuncia Kor) principessa, mentre Singh ovvero leone, spetta ai maschi. In Italia Singh viene scambiato per il cognome e così la braidese si è trovata suo malgrado “leone”, anziché “principessa”.
Jasbeer però ha una storia personale di tutto rispetto. Cresciuto nel CUS Padova è presto approdato nelle nazioni giovanili. E si è distinto più volte nel Contest dell’ANH, quello che aveva sostituito il trofeo delle regioni è poi è sparito dai radar della FIH.
In azzurro aveva esordito con l’U16/M a Praga, poi nell’U18/M in Galles, dove ha conservato all’Italia con la squadra la categoria B, risultando con Dalen Grosso il miglior realizzatore dopo il cortista Consul.
Jasbeer continua a segnare, anche se con qualche chilo di troppo, per il suo CUS Padova, che sta facendo bene in A1/M, l’attuale seconda divisione, con coach Davide Tassi.
Nel giorno del tuo compleanno, con tutti gli amici di Hockeylove, mi piace augurarti il meglio che l’hockey ti potrà ancora riservare.





