Il coach del CUS Padova spiega le difficoltà del suo team e accetta il pareggio, anche se a un certo punto ha visto possibile la vittoria
Nella foto di Luca Padovani un vecchio HC Bra – CUS Padova
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L’antefatto sta nella semifinale U18/M programmata domenica all’Europa. Il CUS Padova è squadra totalmente formata da ragazzi del suo vivaio, salvo qualche occasione studente; ad esempio, il tedesco Bezzemberger terminato l’Erasmus è rientrato in Baviera.
Così l’impegno dei suo minorenni peraltro battuti sia da Tevere Eur (0-4) che da SG Amsicora (3-5) ha menomato la rosa, non solo privandola di due elementi fondamentali come i fratelli Faggian, ma riducendola anche numericamente a soli 12 effettivi.
“La Bonomi è una delle favorite nella lotta per la promozione, noi veniamo da un indoor deludente, che ha lasciato qualche scoria e dalla sconfitta, per me immeritata, con la Polisportiva Valverde. La partita con i lmoellini andava affrontata con tutte le cautele”.
– In più c’era la seminale U18 /M a Roma.
“Ho rifiutato la soluzione prospettata di far giocare il sabato i 4 ragazzi, che di solito sono in prima squadra, per poi partire in fretta e furia per disputare altre due partite la domenica. Con la società penso abbiamo fatto la cosa giusta”.
– Quindi soddisfatto dell’1-1?
“Prima della partita avrei firmato per il pareggio. Ho impostato la gara, contravvenendo ai miei normali canoni. Abbiamo giocato in difesa usando il flick per uscire e puntando sul contropiede. Eravamo stati premiati da questa scelta nonostante i nostri avversari giocassero bene e avessero il controllo della palla. Poi è arrivato i loro pareggio su una nostra disattenzione difensiva. Ci sta”.





