Una vita per l’hockey mia ripagata abbastanza. Uomo generoso non solo con l’hockey romano e nazionale (come d’arbitro e DTC), ma anche in luoghi a lui lontani come Viareggio (Festival di Carnevale) o Latina (progetto crescita & sviluppo)
Nella foto Pietro Acri
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È come se li cielo si fosse oscurato. È venuto a mancare un pezzo di me, di noi. Pietro è stato un mio sincero amico anche se stiamo a centinaia di chilometri l’uno dall’alto. Ne voglio parlare al presente, perchè l’amicizia non finisce mai, non tutti ne percepiscono il reale valore. Pietro sì. Carattere difficile, quanto tutti gli uomini con una solida etica, hockeista appassionato come pochi altri, sapeva essere generoso.
Non lo voglio ricordare come hockeista sarebbe riduttivo. Tutti sanno cosa ha fatto come giocatore, allenatore, dirigente, presidente, arbitro. In ultimo malgrado la grave malattia che da anni lo maltrattava a fasi più o meno acute si era messo a disposizione – ancora una volta in una missione quasi impossibile – della Libertas San Saba.
L’ultima impresa che ci ha visto insieme fu la sua energica, fattiva, appassionata partecipazione al progetto “crescita & sviluppo territoriale” a Latina. Con Angelo Conti, Francesca Di Cesare e me stava mettendo in piedi una cosa improntate. Fini cattivi e perversi hanno portato alla cancellazione di quel progetto. Lui ne soffrì molto. Ecco proprio quelle persone cattive, oggi dovrebbero avere il coraggio di farsi un esame di coscienza pentirsi e recitare una sincera preghiera per Pietro Acri.





