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#viaggio PIÙ CHE UNA VACANZA. NEL NORD OVEST DELL’INDIA DOVE L’HOCKEY È ANCORA UNA RELIGIONE

Mi sono immerso come nella piscina di una Gurudwara, purificato dai malesseri nostrani e ne sono uscito ebbro dell’essenza del nostro sport. Con l’India abbiamo problemi in comune, il modello non può essere lo stesso ma alcune loro prassi possono essere valide anche in Italia

Nella foto Manpreet Singh uno dei molti carismatici personaggi che ho incontrato nel mio lungo viaggio in India

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Volevo conoscere da dentro, parlare con i protagonisti del rilancio dell’hockey indiano. Missione compiuta. Non ho potuto confrontarmi con il presidente Dilip Tirkey, lui vive a  1700 chilometri, ma molto mi hanno parlato di lui e avrò alte occasioni per farlo grazie ai contatti presi.
Il modello indiano non è riproducibile in Italia, ma gli aspetti da cogliere e sapere come hanno superato problemi simili ai nostri come le distanze, i pochi sintetici di qualità, la questione femminile, il rapporto con la scuola può aiutare molto la nostra crescita concreta, non sulla carta.

Ero stato in India nel 1995 avrebbero dovuto essere 5 settimane. Il culmine previsto era il Champions Trophy di Chennai a noi nota come Madras nel profondo Sud del Tamil Nadu. Dopo la vittoria dell’Olanda con trofeo sollevato dall’italiano Tolentino, allora TM oranje, fuggii da quell’inferno dopo una notte terribile e tanti altri precedenti episodi devastanti. L’ultimo alla stazione di Chennai dove avrei dovuto prendere un treno per Madurai, che non partì mai per il crollo di un ponte.
Ho trovato una nazione diversa, avevo girato a lungo in Rajasthan, Uttar Pradesh, Maharashtra, West Bengala, Odisha e anche Nepal. In Punjab, Haryana, Himachal Pradesh, Delhi il progresso oggi è palpabile. Le contraddizioni sono ancora molte, l’India è una potenza atomica e industriale ha un’agenzia spaziale di rilievo e sacche di arretratezza indicibili. 

L’hockey però si avvia a riprendere visibilità. Deve solo vincere qualcosa di importante. Alcuni governi statali sono molto vicini all’hockey,  come le grandi imprese che finanziano squadre e scuole hockey, i mass media sono attenti ai grandi eventi e a gennaio ripartirà l’India League. Occasione di guadagno e di esperienza magari per qualche azzurro.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore