Un patrimonio gestito in autonomia dalle società e senza un coordinamento che lo valorizzi appieno. I privati lavorano meglio del pubblico che non deve interferire, ma una federazione saggia dovrebbe agevolare e incentivare la partecipazione anche con campagne promozionali all’estero
Nella foto la dislocazione geografica e l’elenco dei realissimi 9 festival di un ipotetico circuito nazionale
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Il più longevo è a Pisa arrivato alla 20^ edizione, il più internazionale si svolger a Riva del Garda, ma quest’anno Genova – giunto alla sua XIV edizione- punta a fare la concorrenza come numero di nazioni presenti al Bee Happy. I più nuovi, sono all’esordio, si terranno a Cairo con l’esordio dell’Hockey 5s e alla vigilia di Pasqua a Torino. I primi due sono indoor e si sono già svolti, ma vi aspettano nel 2025. Di solito si parte dall’U8 e si arriva all’14, ma per esempio sotto la Lanterna, il Picchio e prevedono anche l’U16.
Si gioca indoor, i primi due si sono già conclusi, Hockey5s e all’aperto dal 3vs3 degli U8 al Seven degli U14 e U16
La maggiore concentrazione come dimostra la cartina è in Piemonte (3) e il Centro Sud è praticamente assente: Pisa e Potenza Picena, sullo stesso parallelo, sono praticamente Settentrione.
Sono tutti organizzati da società FIH, tranne la Carnival Cup, l’HC Versilia da tipo non è più affilata alla FIH, ma quel torneo ha due punti di forza: l’impianto del lido di Camariore con un doppio campo indoro regolamentare e il traino del Carnevale di Viareggio dove Giorgetti è in grado di offrire un’ottima offerta. L’aspetto turistico però è particolarmente curato anche a Genova, sul Garda e Torino si attrezza a proporre una due giorni “hockey free” per pasquava e pasquetta.
Quest’anno c’è una concomitanza, fra Bra e Potenza Picena, i due siti sono molti distanti e questo non dovrebbe pregiudicare il buon esito di entrambe le manifestazioni.
L’invito a tutti i club è di intensificare o prendere in consideriate. La partecipazione. Già ora dalla Sardegna, dalla Puglia, dall’Abruzzo, dal Lazio molto squadre salgono al Centro Nord per far divertire, fare gruppo, esperienze e conoscenze sai loro piccoli atleti.
La proposta ai club organizzatori è di consorziarsi, senza vincoli, per creare un circuito tipo Formula 1 che si limiti a stilare una classifica nazionale magari non per vittorie ma per partecipazione.





