Giovanili Nazionali Notizie

#nazionale IL DISASTRO DI OGGI PARTE DALL’INSIPIENZA DI IERI 

Grazie a un mi piace su una vecchia notizia messo da Francesco Cinti ho riletto quanto scrissi dopo la finale U16/F del 2013. Non sono Nostradamus, né ci tengo, ma quanto fui profetico?

Nella foto Dalla Vittoria, Bormida e Carta le sole che da quella finale sono arrivate in nazionale A. Poche altre valide continuano: Di Dio, Matteraglia, Perani, Raimo, Tognetto.  

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Il 9 giugno 2013, più di 10 anni fa, scissi una news intitolata U16/F. Voti alla finale e tutti i nomi e numeri di Genova. Ecco uno stralcio significativo: “Solo 61 ragazze presenti, avrebbero dovuto essere almeno 72. Cioè è come se oltre i Ragni dello Stretto un’altra squadra non si fosse presentata. Ebbene su 61 solo una dozzina sono del ’97. Il CHL San Vito non ne ha nessuna, l’Amsicora solo Alessandra Imprugas. Lorenzoni e Savona due ciascuno (Raimo, Arianna De Prosperis, Serafini e Wang). 
Non va bene significa che questa leva si ripercuoterà negativamente sullo sviluppo del femminile. Alcune eccellenze ci sono. Ho visto ragazze dal grande presente e dal possibile enorme futuro: Dalla, Vittoria, Perani, Conforto, Raimo (guarda caso tutte nel giro azzurro o della A1, però numericamente è poco
”. E ancora: “Il fenomeno è Fede Carta. Le sue non sono potenzialità è già talento espresso, non sono certo il primo ad averlo visto. Ha la fortuna di essere nelle mani di un grandissimo allenatore – Roberto Carta – che ha le idee chiare su come farla crescere ancora. Se la famiglia e la società continueranno ad assisterla, come ora, e il fisico seguirà il naturale sviluppo avremo una giocatrice di livello internazionale”. 

Ecco quelle profezie si sono rivelate esatte, come spesso accade quando le faccio senza essere Nostradamus. Oggi nel giro azzurro di quella nidiata chi resta? Della classe 1997 in nazionale solo Dalla Vittoria, giocano ancora con profitto Raimo e  Perani. Fra le più giovani solo la citata Carta e Bormida, che era nel Savona HC, sono titolari azzurre e a buon livello restano la braidese Di Dio e le padovane Matteraglia e Tognetto. Stop. Un disastro. Senza vision – si può anche scrivere sogno – non si può progettare, senza progetto è impossibile programmare. Se non progetti e programmi cosa è che realizzi? A questo punto gli altri due passaggi del circolo virtuoso (monitoraggio e valutazione) non hanno dati su cui operare.  Ma cosa glielo diciamo a fare? Per questo lo dico e lo scrivo per voi, gli hockeisti di buona volontà che vogliono riprendersi in mano il loro hockey

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore