La Polonia che ha battuto Ucraina Svizzera e intravvede una medaglia pregiata merita il successo però la partita è tenuta a lungo in equilibrio dalle azzurre
Nella foto l’Italia si stringe a coorte
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Passo avanti, quarta sconfitta, ma passo avanti. Arriva il primo gol, pareggiamo il conto dei corti e le ragazze non prendono cartellini sino al rush finale. Non subiamo gol su corto grazie alla maggiore reattività, velocità e ingombro di Benvenuti.
Le azzurre tengono dignitosamente lo 0-0 sino al 27’ quando la Polonia con due azioni consecutive buca due volte di fila Benvenuti. Questa volta però non c’è resa, dopo due ore e mezza di gioco ad alto livello è cresciuta anche la personalità della squadra. Così nel quarto periodo (32’) sul terzo corto che Di Mauro si era presa si conquista anche il rigore che trasforma. Un attimo dopo arriva anche il quarto penalty, con tutta la squadra a spingere: Vynhoradova in cattedra e tutte le altre da Puglisi a Dalla Vittoria a contribuire.
Il pareggio sembra nelle possibilità, ma su due ripartenze polacche la generosità della siciliana la porta a una doppia penalità che priva l’Italia del possibile pressing finale. Anzi al 38’ arriva il 3-1. Siamo ancora lontani da una squadra accettabile a questi livelli, ma va ricordato che l’Italia è qui per un ripescaggio e perché è saltata una serie. In un Championship II, questa è la nostra attuale dimensione, l’Italia avrebbe ben figurato e con una preparazione adeguata avrebbe potuto aspirare alla promozione sul campo.
Nella finale per il nono posto ci toccherà la Turchia o forse la Cechia che era entrata come testa di serie numero 1. Ecco a chi critica solo per farlo va ricordato anche questo.





