All’Italia per essere promossa serve una vittoria slovacca sulla Turchia, ma non toppo larga. Non è impossibile, se è probabile lo vedremo
Nella foto Zoppi uno dei cambi più utilizzati soprattutto come centrale
____________________________________________
Contro la Serbia lo staff azzurro sembra non preoccuparsi troppo della differenza reti. Bodnar schiera: Dell’Anno, Moretto, Saoncella, Zoppi, Chiesa, Ughetto. Dopo un palo Saoncella sigla solo al 5’; raddoppia Succi appena entrato con un avvicendano totale del quintetto; come fa Pagliara al primo i corto all’8’ e poi in scivolata ancora il pisano mette in porta il 4-0.
L’obiettivo minimo è di fare 7 gol più dei serbi, ammesso che la Slovacchia batta i turchi con un solo gol di differenza, altrimenti c’e ne vuole uno di più per ogni rete slovacca oltre il +1.
Alla ripresa dopo la sosta breve Chiesa su corto realizza il 5-0 e poi Pagliara in vena di tuffi fa 6-0, in inferiorità numerica Valentino realizza il corto del 7-0. Adesso con i gol ci siamo, nel dubbio Pagliara (8-0) all’intervallo lungo incrementa. Si comincia a tifare Slovacchia.
Ripresa con il quintetto iniziale, Chiesa rimedia con un tocco d’astuzia a un corto leggero di Zoppi (9-0). Succi fa 10 ma il lipidico Kakas beffa Valentino e Dell’Anno con una conduzione e flicketto di rovescio d’altri tempi. Pagliara su corto ristabilisce le distanze (11-1) … poi si continua con la Serbia alle corde dopo il 13-1 del terzo periodo.
Finisce 18-1





