C’erano alcune regole non scritte, ma praticate con buon senso e continuità. Fra queste la separazione fra ruolo politico e ruolo sportivo, fra chi amministra e chi svolge una mansione tecnica. Per esempio, non si è pensato a Chiara Tiddi, Valentina Quaranta un’altra donna di grande nome dell’hockey mondiale o a agli ex capitàni azzurri da Lunetta a Malta
Nella foto Valentina Quaranta ex Chiara Tiddi note in tutto il mondo
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Dopo la regola ferrea, ci fu un caso che sfiorò l’incidente diplomatico fra un allenatore azzurro e il responsabile squadre nazionali Stefano Pagliara che pretendeva l’esclusione di Mattia Amorosini per aver saltato un raduno rispetto agli altri previsti e frequentati. Nell’ultimo giro maschile e femminile indoor abbiamo assistito a tutto e di più. Addirittura nella prima lista comunicata alla EHF era stata e lo risulta ancora tutto oggi, Sofia Laurito che non si è mai vista a un solo raduno indoor.
Un’altra norma applicata dalla FIH e dal SSN è stata – salvo l’eccezione di Giulia Della Motta che è manager nella vita – la separazione del ruolo di consigliere federale (amministratore) e del team manager (membro di uno staff tecnico).
Adesso dopo qualche prima avvisaglia, la campagna elettorale lanciata dall’uscente con largo anticipo, ha portato a affidare i ruoli di team manager delle due nazionali indoor a Carlo Corsi e Antonio Spignolo.
Non sto qui a sindacare i meriti sportivi dei due, che per completezza elenco: Corsi: team manager della Tevere Eur nel massimo campionato maschile e già allenatore della nazionale femminile di pallamano; Antonio Spignolo, atleta della Polisportiva Galatea, allenatore della PU Messina e a volte di rappresentative master.
Ricordo alcuni nomi recenti o comunque prestigiosi che hanno ricoperto questo ruolo: Chiara Tiddi, l’azzurra più rappresentativa della storia italiana; Eleonora Rodo, azzurra per un decennio dal 1991 al 2000; Alessandra Campedelli, azzurra pure lei e nome prestigioso nel mondo sportivo internazionale.
Per esempio non si è mai pensato a un’altra donna di grande nome dell’hockey mondiale: Valentina Quaranta o a agli ex capitàni azzurri da Lunetta a Malta. A volte si ha l’impressione che a questo gruppo dirigente dia fastidio chi è stato bravo, importante come hockeista o abbia successo nella vita.
Ecco la classe di una governance la vedi anche da questi atteggiamenti.
Con tutto il rispetto per i consiglieri federali che saranno anche bravissimi a fare le pulci ai bilanci ad essere puntigliosi su ogni delibera a salvaguardare l’indipendenza della magistratura sportiva, ma TM azzurri anche no.





