Giorgio Ariu esprime il sincero e profondo dolore per la scomparsa di uno dei più grandi sportivi azzurri del ventesimo secolo, lombardo di nascita, ma sardo per tutta la vita e per l’eternità
Nella foto Gigi Riva – nella festa del quarantennale dello scudetto intervistato da Giorgio Ariu – accarezza il compagno di squadra Nenè, centravanti brasiliano, che aiutò nel corso del suo sfortunato declino fisico
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Giggirivva, Rombo di tuono, l’indimenticabile cannoniere azzurro è un tutt’uno con la Sardegna e il popolo sardo come per noi hockeisti la Sardegna è un tutt’uno con l’Amsicora e il suo stadio.
Giorgio Ariu, giornalista, hockeista, campione d’Italia lo ricorda con la voce affranta ma calda nel ricordo
“Aveva cominciato a simpatizzare con noi negli assolati pomeriggi di Cagliari quando all’Amsicora facevano le ripetute, i corner corti i rigori. Era riconoscente del fatto che noi hockeisti padroni del campo ospitavamo il suo calcio. Lui amava tutti gli sport, ma con noi celava spesso per i nostri molti scudetti”.
Giorgio Ariu dice tornavamo, perchè gli allenamenti degli hockeisti, studenti e lavoratori erano la mattina presto praticamente all’alba dal 6 alle 7,30, ma al pomeriggio c’erano i corsi del centro CONI e allenamenti atletici e specifici.
Poi ricorda ancora: “Fra noi e lui c’era un mediatore illustre come Augusto Frongia suo medico sociale, ex portiere titolare dell’Amsicora dai primordi e poi allenatore dopo Filippo Vado”.
Infine esprime gratitudine ricordando: “È grazie a lui e ai successi del suo Cagliari che all’Amsicora arrivò l’erba. Prima giocavamo sulla terra battuta, diventammo così veri hockeisti su prato”.





