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#augurisenzaetà RENZO PUPATTI UNA LEGGENDA QUASI UNA RELIQUIA 

Immaginare la sua fisicità sui sintetici di oggi significa offrire all’Italia un paio di polmoni e di garretti in più per scalare di nuovo il ranking mondiale 

Nella foto Renzo Pupatti tratto da una foto storica che lo trasfigura quali fosse la Sindone

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9 febbraio 2024. Tanti auguri e grazie di essere uno di noi.

Renzo estroso, estroverso, talentuoso in campo, in cielo, in mare, sulla neve.

Che dire di uno dei personaggi più carismatici e fisicamente prorompenti che ha attraversato la storia dell’hockey romano? Facendo le fortune di moltissimi club capitolini e laziali: Alatri incluso. Che portò in A2/M!
Renzo però il meglio di sé lo diede in azzurro a partire dalle giovanili. Il top lo raggiunse al mondiale di Buenos Aires, era il 1978. Però pensate che dopo 40 anni – con tutt’altri compagni di squadra – era in rosa del mondiale master O60 di Barcellona.

L’esordio azzurro avvenne all’Intercontinentale di Roma (1-0 al Messico) per chiudere quasi 10 anni dopo in un 4 nazioni con Francia, Spagna e Polonia (0-1), ultima gara azzurra con 36 presenze e 6 gol.
Ogni tanti si disimpegna – acciacchi permettendo – ancora con veterani, in tante formazioni – come piace a lui senza troppi vincoli – dal Senatus al Graffiti, all’HC Roma e con la nuova Nausicaa.

A proposito di master è bello ricordare il terzo posto che l’allora Senatus in azzurro conquistò a latere del mondiale di Utrecht 1998 con questo gruppo: Fabrizio  Dal Buono, Roberto Dagai, Franco Anglana, Piergiorgio Cirilli, Andrea Gambardella, i cagliaritani Giampiero Medda, Giuseppe Loi, Pierpaolo Giuliani; i bolognesi Andrea Ghedini e Federico Rossi; i veronesi Paolo Debortoli e Marco Serpelloni, il torinese Paolo Dosio Ennio Libralon e  l’altro villarese Mario Rinaldi con il triestino D’Intignana come portieri.

Nel giorno del tuo compleanno, con tutti gli amici di Hockeylove, mi piace augurarti il meglio che l’hockey ti potrà ancora riservare.

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore