Spero che i consiglieri venerdì abbandonino il ruolo di yes men e assumano quello dei rappresentanti dell’interesse dell’azzurro. Non c’è solo il fallimento dell’Itlarosa, è sparita dai radar la maschile, non si parla di giovanili. Ci aggrappiamo a Budapest indoor e alla probabile promozione di fronte a un lotto modesto, ma non sposterà di un centimetro il disastro complessivo
Nella foto: aspetto dimesso sguardo altrove e necessità di farsi sorreggere da due giocatrici
______________________________________________
Basta avere le dita per contare: quattro sconfitte (13-2 complessivo) non sono azzerate da un successo agli shootout contro una squadra che nei test ufficiali – non le amichevoli senza controllo – avevamo battuto due volte: in Cile con le conduzione di Ferrara (2-0 nel 2014) e Carta (2-1 nel 2018). Con questo metro, quello usato per scaricare Justus, Mondo e il suo staff andrebbero esiliati, ma non è così che ci si comporta.
A 24 ore dall’esaltazione del successo contro il Cile, buona prova di squadra e solita immensa Caruso agli shootout, è subentrato il grigiore delle dichiarazioni del dopo Nuova Zelanda. Già da domenica 14, sconfitta contro gli USA, dalla comunicazione ufficiale della FIH era sparita la parola Parigi. Che unita a 2024 è stato il mantra declaratorio di questi ultimi tre anni. Però gli anni sono passati ed è arrivato anche il 2024 e Parigi si è definitivamente allontanata. Non so se il suggerimento gli sia arrivato dai nuovi consulenti di comunicazione dell’azienda romana recentemente assoldata, a spese vostre, per migliorare il loro modo di comunicare, certo è che non basta fare finta di dimenticare quale fosse l’obiettivo prioritario di questo quadriennio: i giochi di Parigi.
Incantatori di serpenti, pifferai magici? No, non credo. Hanno deluso le aspettative del popolo dell’hockey e si sono rivelate le persone sbagliate al posto sbagliato. E ora che fare? Il problema è che questa governance non ha mai un piano B. Il problema non è tanto, quanto meno solo, Andres Mondo; non ci sono sufficienti parametri per giudicarlo. La cosa sicura che in prospettiva del 2032, se non del 2036 la nazionale, tutte le nazionali, vanno rifondante. Non da questa squadra di governo. Non sono cattivi, ma non hanno le capacità, la conoscenza, la visione forse neppure la volontà. Non lo dice Hockeylove lo dicono i risultati.





