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#nazionale BASTA BUGIE. L’AMMISSIONE DI COLPA È LA MIGLIORE DIFESA  

Dimenticate le dichiarazioni “Vogliamo Parigi, obiettivo Parigi” cambiati allenatori come e peggio del presidente del Borgorosso FC, stabiliti quartieri generali ad Anversa e Madrid ora ci informano dall’India che hanno scherzato 

Nella foto Sergio Mignardi a Ranchi, stanco e preoccupato

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Nella conferenza stampa di fine 2021 Mignardi disse: “L’Italia vuole Parigi 2024” ora con cambia versione,  corregge il tiro: 
É finita questa prima fase del torneo; certamente avevamo alcune aspettative, ma abbiamo gareggiato con squadre di livello mondiale, con enorme esperienza internazionale che, per certi versi, ci hanno fatto vivere non un pre olimpico, ma una vera Olimpiade” 
Eh no! Il gioco delle tre tavolette può andare bene a Veroli, non con gli hockeisti, che non sono né sciocchi né sprovveduti e meritano rispetto.

Avevamo alcune aspettative”. No era un obiettivo programmatico. 
Abbiamo gareggiato con squadre di livello mondiale”. Credevano di incontrare il Burkina Faso o il Bhutan?
Ci hanno fatto vivere una vera Olimpiade”. No, quella vera è a Parigi ed è quella che avevano promesso agli hockeisti  anche nella relazione programmatica del presidente al bilancio 2023 dove fra le principali finalità è scritto nero su bianco: “settore a quadre nazionali; finalità Parigi 2024 e gruppo post Parigi”.
Non c’è scritto “finalità Ranchi 2024 e gruppo post Ranchi”.  

Non va meglio il vicario che ha dichiara: “la squadra ha mostrato segni di notevole miglioramento”.
Per vostra cultura ricordo i risultati con l’India dal 2006 a oggi: 2 vittorie 2 pareggi e 5 sconfitte, la peggiore 3-0 al mondiale del 2018 che però vide l’Italia nona ampiamente in zona olimpica. Una squadra che con questo sistema di qualificazione a Tokyo ci sarebbe potuta andare.
Non sono i due oggi a Ranchi che hanno cacciato Justus per il pareggio con la Corea, perché a Londra l’Italia di Carta (che avete  esonerato) aveva vinto! Salvo poi non accorgersi che anche Justus ha battuto la Corea nella stessa competizione?
Anche basta.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore