Il problema dell’1-5 con l’India, il passivo più pesante mai subito con le asiatiche, è che l’incarico di ripartire è in mano a chi ha provocato questo sfascio senza precedenti. Basta guardare gli altri pre olimpici per rendersene conto: mai peggio di così.
Nella foto di Adimazes lo sguardo incredulo di Dalla Vittoria sul 5-0 di Udita
____________________________________________________
Machin sull’ultimo corto nell’extra time evita il cappotto che sarebbe stato umiliante per l’impegno profuso dalle ragazze. La prima metà di gara aveva presentato questi dati: 1 gol (su corto) a 0 per l’India, 2 corti a 1, 5 tiri contro 1 dell’Italia, 7 penetrazioni in area a 3, 57 a 43% il possesso palla a favore delle avversarie. L’assistete Fernandez nell’intervallo lungo ha detto: “Siamo soddisfatti della performance, non del risultato”. Meno male visto che per avere speranza di qualificarsi l’Italia avrebbe dovuto vincere almeno con 6 gol di scarto.
Purtroppo nella seconda parte i numeri sono precipitati soprattutto con gli altri 4 gol subiti. Il secondo per un errore di controllo di Sofi Laurito che nel tentativo di recupero è franata sull’attaccante indiano con Caruso in uscita. Peccato perché Caruso in tuffo basso c’era quasi arrivata con il guantone. Poi il 3-0 che ha chiuso la partita è il frutto di una dormita difensiva o meglio su un errore di disposizione tattica nello scalare che ha liberato Salima a tu per tu con Caruso. Infine, il quarto di Navneet e il quinto ancora di Udita su corto hanno sancito la disfatta, che purtroppo era nell’aria. Nell’ultimo periodo le azzurre oltre il gol si sono viste annullare una rete su corto e hanno buttato cuore oltre l’ostacolo, ma non basta. Se manca la capacità di gestire una nazionale le giocatrici non possono fare miracoli.
Adesso nella parte di classificazione che vale solo per i punti del ranking e affronteremo il Cile in caso di sconfitta probabilmente la Cechia che ha fatto peggio dell’Italia in un girone sulla carta più complicato.





