L’eliminazione non è matematica, ma è già tempo di analisi. Prima di avviare la rifondazione, va capito cosa, nel metodo, ci sia da salvare
Nella foto Elettra Bormida una delle certezze da cui ripartire
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Domani sarà la volta dell’India. Dopo Nuova Zelanda e Usa alle azzurre tocca l’avversario più ostico, battuto però delle americane. Un vecchio saggio era solito dire: “Se giochi per non perdere qualche rara volta puoi vincere; se giochi per vincere qualche rara volta puoi perdere”. La penso come lui. Credo che occorra costringere l’avversario a fare ciò che non gli piace e quello che non fa normalmente. Se giochi solo in difesa per ripartire, con squadre di questo calibro, è normale che vada così: è consegnarsi come agnello sacrificale.
Ho sentito diversi tecnici, ma la risposta è sempre la stessa “ti dico come la vedo ma non mi citare”. Questa frase fa il paio con il divieto esplicito a tutti gli staff federali di avere contatti con con Hockeylove. Che poi ci sono sempre e sempre stati! Però il clima di terrore per le ritorsioni è palpabile. Per cui faccio mie le loro considerazioni.
Chi ora ci mette la faccia avendo rotto ogni rapporto è Robert Justus, che apre senza peli sulla lingua: “Che peccato! Ho visto ragazze difendere con una mano! Un anno e mezzo di lavoro per farlo con due distrutto dal nuovo assistente. Incredibile. Soprattutto non abbiamo giocato con i due contatti (Pastor e Oviedo) le due centrali non hanno ricevuto nessuna palla dalla difesa. Eppure c’era un grande buco dietro il centro campo della Nuova Zelanda. Giocando solo sugli esterni non arrivi mai nell’area avversaria. Peccato”.
– Quali sono stati gli altri difetti?“Abbiamo giocato troppo fisico così sono arrivati i cartellini che ci hanno penalizzato. Non c’è stata calma con la palla. E il primo corto sempre deve essere sempre verso la porta. La Nuova Zelanda (questa era la partita chiave NdR) non era tanto forte”.– Concordo. La Nuova Zelanda, lo dicono i risultati e lo ha confermato l’1-3 con l’India, è squadra in calo. Invece, cosa ne pensi di India – USA?“Gli USA hanno fatto molto bene nel Pan-Am, mentre l’India subisce troppo stress a casa”– Delle tre novità azzurre cosa ne pensi?“L’attaccante (Moras- NdR) mi piace. È capace. Le altre due non mi sembrano adatte per giocare a questi livelli”.Poi arriva ala stoccata per Pagliara e la gestione FIH: “Hanno abitato un mese in Madrid, fra voli e tutto il resto hanno speso un sacco”. Non lo dice, ma a lui hanno tagliato i raduni, hanno ridotto l’attività e sono intervenuti su questioni tecniche.
Torno agli aspetti tecnico – tattici. Per mettere in difficoltà squadre di livello pari o superiore al nostro è necessario cambiare ritmo e approccio più volte nel corso della partita. In alcuni momenti va accentuato il pressing totale per mettere loro paura con la buona tecnica individuale delle nostre giocatrici. Perchè quando l’avversario è sotto pressione commette gli errori.Se l’Italia ha difettato tatticamente ancora più grave e che lo abbia fatto fisicamente cedendo quasi sempre nell’ultimo quarto; cosa che salvo che con il Belgio, non era accaduta all’europeo. Si allenano da due anni per andare alle olimpiadi, era questo l’obiettivo dichiarato dalla FIH però questo stimolo evidentemente non ha avuto presa sufficiente e dopo la lunga sosta da agosto a fine ottobre aver forzato la preparazione può aver causato più danni, vedi De Biase in Coppa Italia, che benefici. Poi personalmente avrei fatto qualche cambio in più e spesso anche diverso. Se avete notato qualcuna era scoppiata, ma qui non si fa il processo alle singole, ma alla gestione complessiva.





