Il passaggio dal CONI a Sport e Salute si avvia pieno compimento, cambia l’algoritmo e saranno penalizzate le federazioni spendaccione. La FIH per non deperire dovrà cambiare l’attuale policy aumentando l’efficienza, dando spazio e merito allo spirito di iniziativa delle società. Il contrario di quanto accaduto nell’ultimo triennio.
Nella foto la presentazione dei contributi 2023 per il 2024 erogati da S&S alle FSN
(Renato Sirigu)
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Sono 315 i milioni di euro versati dallo Stato allo sport nel 2023, all’hockey va meno dell’1%, ma il rischio è di scendere ancora se non si cambia strada e strategia.
“La novità dell’assegnazione dei contributi sportivi – scrive il Fatto Quotidiano – da parte di Sport e Salute è che dopo anni di assistenzialismo gli sport meno meritevoli subiscono un taglio fino un massimo del 5%. Ed è solo il primo passo di una rivoluzione meritocratica che nei prossimi anni potrebbe portare a sforbiciate addirittura del 25% per le federazioni sprecone, per premiare di più quelle virtuose”.
Sinora, vige algoritmo ex CONI che premia per il 60% le prestazioni (medaglie, titoli, qualificazioni), per il 30% i numeri dell’attività sportiva (tesserati, società, ecc.) e per il 10% l’efficienza gestionale, ma è stato archiviato il meccanismo di solidarietà per cui le federazioni non potessero incassare meno dell’anno precedente. In futuro i tagli potranno arrivare fino al 25% in meno valorizzando ad esempio parametri come il rapporto tra costo di funzionamento e tesserati attivi. Non sempre è così: come rivela il report di Sport e Salute, in media solo il 70% dei contributi erogati alle federazioni è destinato alla spesa sportiva; può sembrare una percentuale alta ma bisogna ribaltare la prospettiva: significa che un euro su tre sborsato dallo Stato non finisce al movimento ma va ad ingrassare i soliti carrozzoni federali. L’obiettivo è premiare invece chi veicola davvero il denaro pubblico verso l’attività sportiva, valorizzando ad esempio parametri come il rapporto tra costo di funzionamento e tesserati attivi.
La FIH per non deperire dovrà cambiare l’attuale policy aumentando l’efficienza, dando spazio e merito allo spirito di iniziativa delle società. Il contrario di quanto accaduto nell’ultimo triennio.





