Si parla anche di pochi soldi, ma il bilancio dice altro, come dice altro anche il tecnico olandese. Il problema vero è stato lo staff. L’unica cosa chiara da subito che avevano Pagliara e Mignardi è il no a Muscella
Nella foto Robert Justus nella seconda fase quando è stato impegnato nei tornei più importanti del 2022 e 2023
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Forse non è mai stato amore, fra gli olandesi e Pagliara. Mondi diversi. Giudicate voi da che parte pende il piatto delle competenze. Fatto sta che quei due nomi proposti da Roberto Da Gai, anche se la ricerca venne fatta sentendo molto altre persone, fui contattato anche io, ma mi chiami fuori soprattutto per la femminile, non hanno mai sfondato nel cuore nel vicario e quindi del presidente.
– Pensi che il pareggio con la Corea sia stato un pretesto, c’erano stati segnali prima?
“Sì sullo staff, ma avevo avuto la meglio, anche se Lucas Vandenbossche non l’avevo presa bene. Il dirigente non può entrare su queste decisioni. Io mi sono molto arrabbiato con Pagliara e Mignardi”.
– Quindi lo staff è stato il nodo della situazione, Ma perchè era tutto straniero, tranne Tocco?
“Io conosco bene Muscella è italiano, è bravo, gira il mondo per fare corsi. Mi fido di lui, ma mi dissero subito: non è possibile politicamente. Hanno inserito Marina Chirico e mi hanno chiesto di cercare io uno che conoscevo. Ho contattato Vandenbossche. Martina non era in grado venire quasi mai e quindi ha abbandonato. Avevano una team manager Giulia Della Motta, ma lei era incinta, hanno cercato senza trovare nessuno. Mi hanno chiesto e io ho proposto Ivonne. Ecco lo staff è nato così”. Insomma fra veri e indisponibilità è diventato tutto straniero.
– Però poi ci sono stati altri cambiamenti.
“Intanto va detto che dopo la Nations Cup, sempre per problemi di soldi hanno ridotto di molto i raduni. Nel 2023 ho avuto le ragazze a disposizione per soli 23 giorni. Molto molto meno di Scozia e Irlanda. Il Belgio ha avuto 200 giorni nell’anno, forse anche per questo sono le numero due al mondo”.
– È la seconda volta che parti di problemi economici, però nel bilancio 2022 la FIH ha indicato di aver speso per nazionali 1.275.000 euro”:
“Ho letto, ma ad esempio i 40.000 euro di materiale non so a cosa si riferiscano, visto che ho ricevuto 150 palline, le pettorine e qualche birillo”.
– Chiarito questo torniamo allo staff.
“Mentre avevo recuperato il rapporto con Vandenbossche ad aprile è arrivato Mondo, non lo conoscevo mi è stato presentato come l’uomo dello scouting e dell’upgrade. Io però non volevo che all’ultimo arrivassero ragazze diverse dopo aver creato un gruppo coeso che voleva dare il massimo per la squadra. Le ragazze mi avevano parlato di esperienza negative come questa avute in passato. Poi quando eravamo pronti per il Championship in Germania mi hanno detto che, sempre per problemi di soldi, si doveva ridurre lo staff. Pagliara voleva Mondo come assistente e declassare Lucas a video-analista, lasciando così a casa Tocco e ridurre da due a uno i fisioterapisti che in un torneo massacrante sono fondamentali. Infatti, a Valencia erano due e sono serviti. Niente da fare, anche se avevo trovato una ragazza belga che veniva gratis! Avrebbero voluto licenziare Ivonne, per prendere un’altra olandese. Pensa che lei con me si è data da fare per cercare sponsor! Così l’ho spuntata sull’assistente, che aveva lavorato con me un anno e mezzo, infatti Mondo ha fatto video analisi, e sulla TM, ma Pagliara se l’è legata al dito. Lui voleva entrare nelle scelte tecniche, allora gli ho detto: vieni tu in panchina e io vado in tribuna”.
A questi punti non si capisce perchè non abbiano risolto subito il contratto e solo mesi dopo. Nella terza parte passiamo ad analizzare il rapporto fra Justus la squadra e i risultati.





