L’ex CT azzurro difende i risultati ottenuti dalla sua squadra e ricorda che furono Mignardi e Pagliara a pretendere il part time e impedire il collegamento con le nazional giovanili, cercato dal solo Roberto Carta. Soprattutto trova allucinante il comportamento da loro tenuto con Gilles van Hesteren
Nella foto Robert Justus nel momento di maggiore soddisfazione l’ottimo rapporto con la squadra
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Dall’iniziale “Fai quello che vuoi, noi ti aiutiamo” proclamato a febbraio a Mönchegladbach arriviamo così al conflitto palese di agosto, appena un anno e mezzo dopo; acuito anche dall’insuccesso elettorale europeo di Mignardi.
– Quanto sei sodisfatto dei risultarti e del comportamento delle ragazze?
“Ti dico solo una cosa: questo è un gruppo fantastico. Crede in quello che fa sino al punto di rinunciare a percepire la diaria che è dovuta, in ben due occasioni durante i test match di Barcellona e Dublino”.
– A proposito di test-match, perché sono state giocate poche partite e quasi mai test ufficiali validi per il ranking?
“Avevamo bisogno di crescere tantissimo. Ho raccolto un gruppo sostanzialmente nuovo con molti inserimenti in corsa. Non ho voluto rischiare di rovinare i lavoro precedente che avevo trovato con un buon ranking. Ho preferito cristallizzarlo per tenere la posizione che ci avrebbe portato al pre olimpico come è stato”.
– Torniamo ai risultati?
“Il risultato della Nations Cup è sotto gli occhi di tutti un quinto posto eccezionale davanti a squadre che ci precedevano nel ranking. Al Championship ci siamo arrivati [in effetti l’Ucraina che abbiamo eliminato a Vilnius farà come l’Italia il pre olimpico – NdR], ma senza un’adeguata preparazione. Solo 23 giorni in otto mesi. Praticamente quanti le ragazze ne hanno fatti ora in due mesi”.
“Il nostro 0-5 con l’Olanda – spiega Justus – va visto alla alla luce del 7-1 che le oranje hanno dato all’Argentina o l’8-0 all’Inghilterra. All’europeo abbiamo sbagliato l’ultimo quarto quando abbiamo preso 4 gol con il Belgio per alcuni errori in una partita di grande sofferenza, ma il Belgio è il numero 2 al mondo. Dopo con Spagna, sapevamo che era la gara più importante perchè il risultato lo portavamo nel gruppo C. Siamo entrati difensivi, sapendo che al Spagna era forte. Abbiamo preso due gialli quando avremmo potuto cercare di segnare e lì abbiamo pagato. Con la Scozia siamo andati in vantaggio, ma soprattutto con l’Irlanda abbiamo giocato la nostra migliore partita e il pareggio ci è stato molto molto stretto”.
Un episodio ha precluso alle azzurro non loro momento migliore di segnare ancora e di agganciare così il terzo posto, quello della salvezza.
“Le ragazze hanno sempre dato il massimo con grande passione e disinteresse – ricorda nel suo sfogo Robert Justus – I pochi giorni di preparazione per l’europeo ci hanno penalizzato, capisco che manchino i soldi ma lo dovevano comunicare. Avrei voluto inserire ragazze italiane per ridurre la dipendenza dalla argentine che si fermano in Europa”.
“Quando lasceranno le più mature, Pessina Oviedo, e se altre tornano in Argentina si dovrà ricominciare da capo. In prospettiva Di Bella, Tobol e altre sono il futuro di questa squadra. Carta mi ha dato anche altri nomi. Non c’è stato il tempo. Ho provato anche con Pacella, Mirabella è fortissima e per questo ho portato 7 italiane a Mönchengladbach”.
Probabilmente a Ranchi saranno poco più della metà.
– Un’ultima cosa perchè hai accettato il part-time?
“È stata una loro richiesta tassativa. Sia io che Gilles avevamo proposto il tempo pieno. Eravamo disposti a trasferirci a Roma o dove serviva anche con la famiglia. Abbiamo detto: possiamo venire a fare allenamenti con la U21 con le femmine non è stato possibile, perchè Pagliara aveva il chiodo fisso delle olimpiadi. A proposito di Gilles il suo caso è davvero allucinante, non trovo altra parola che allucinante, con tutto quello oche ha fatto per la squadra, i giovani e l’hockey italiano”.





