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#nazionale A BERLINO PERCHÉ? LA SQUADRA VITTIMA DI RITARDI E INCAPACITÀ GESTIONALE 

Due sentiment diversi a Pisa. Consapevolezza e entusiasmo fra i maschi. Preoccupazione e timori nello staff e nel gruppo femminile

Nella foto il gruppo azzurro di Bratislava, a Berlino sarà un altro pianeta 

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Bisogna partire dal sommario e dal titolo per comprendere umori e aspettative del team indoor che dovrà portare l’Italrosa a Berlino di fronte alle migliori squadre del mondo. Perché le europee non hanno rivali fuori dal vecchio continente. L’Italia è stata ripescata dopo il successo nella poule C (Championship III) a Bratislava con la vittoria (1-0) sul Portogallo e il pareggio (1-1) con il successivo risultato positivo agli shootout con la Slovacchia. Questo avveniva dopo dieci (10, ovvero dal 2012) anni di assenza dalle competizioni europee. 

Se bene ha fatto la FIH ad aderire – seppure con ritardo – al ripescaggio in serie A (Championship) offerto dalla EHF va osservato che catapultare un gruppo che non si vede da oltre un anno con due raduni di quattro giorni effettivi complessivi di fronte ad avversarie come Ucraina, Austria, Belgio (numero 2, 3, 5 al mondo) non presenta relazione alcuna fra le due decisioni. Se mi invitano a un pranzo di gala faccio più che un ripasso di etichetta mi acculturo a modo e per tempo sulle formalità richieste, non mi limito a digitare “etichetta pranzo gala” su Google. Voi mandereste allo sbaraglio le vostre figlie? Certo qui non si scrive di competizioni cruente, lo sbaraglio sta nella disparità di esperienze, abitudine, preparazione all’Indoor di questo livello. 

Aggiungiamo in sovrappiù il veto partecipativo alle nostre migliori giocatrici indoor (Bormida, Dalla Vittoria, Puglisi senza dimenticare Carta e Sarnari). Però anche qui la FIH prepara la possibile inversione a U. Dopo che Hockeylove ha fatto notare il mese che intercorrere fra la pre olimpica di Ranchi e l’europeo di Berlino gira voce di una possibile integrazione nelle 12 delle attuali escluse. Una scelta giusta che però suona come presa in giro per le 18 convocate di Pisa. Che ci hanno creduto. Anche quando sembrano fare una cosa giusta sbagliano modalità e tempi. Peccato perché l’hockey italiano merita di più.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore