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#lacrosse SONO LE RAGAZZE DELL’HTF BOLOGNA LE CAMPIONESSE D’ITALIA DEL SIXES 

Le bolognesi in mista con Roma hanno superato la concorrenza di Milano e Conegliano veneto in questo campionato organizzato e gestito in autonomia dalla FIGL

Nella foto la squadra femminile di Bologna 

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La terza e ultima giornata dei due tornei si è svolta la settimana scorsa al Barca, non nuovo al lacrosse, visto che il club della famiglia Amorosini più volte in passato ha ospitato incontri di Field, la specialità internazionale a 10, mentre questo campionato, che ha visto al via anche 7 squadre maschili si è giocato con la formula del Sixes (6:6).
La novità e la notizia per l’hockey  è che tutte le neocampionesse, che sul sito FIGL sono chiamate Skark Leones perchè Shark è la squadra di Bologna e Roosters Leones quella di Roma, sono diventate hockeiste – almeno ai fini del tesseramento – grazie all’HTF Bologna.
Ecco i loro nomi: Costanza Campostrini, Jordan Fink, Mariangela Alvino, Sara Falcone, Elisa Palla, Anastasia Compare, Emma Bacchiega, Ilaria Fordyce, Dominò Giancarlini, Giulia Vatra, Sandra Bote, Jess  Camp, Rachel Gerbosi, Nertila Ruci, head coach Cameron Fordyce.
Seconda la formazione di Milano Baggataway con i concittadini di ARCA Paintkillers che hanno vinto il campionato maschile.

La numero 1, è anche portiera del Lacrosse Baggataway Milano, Neyla Ostafiychuk – cognome ucraino ma italianissima – chiosa così con malcelato orgoglio sul lacrosse “È lo sport che si giochi sui due piedi più veloce al mondo, ancora di più nella versione Sixes dove il campo è di poco ridotto rispetto al Field e di conseguenza si corre molto di più. La differenza fondamentale fra maschile e femminile sta nella diversa attrezzatura, per le donne oltre la stecca è utile e neppure obbligatoria la mascherina per gli occhi, mentre il maschile esige il casco e altre protezioni perchè gli uomini possono contendere la pallina intervenendo oltre che sulla stecca anche su parti del corpo”.  

Le maggiori difficoltà che il lacrosse ha riscontrato sinora in Italia sono la promozione nelle scuole: solo la femminile di Conegliano Bella Venezia è formata principalmente da studentesse medie; la scarsità degli arbitri (3 a partita) quasi sempre giocatori; l’obbligo di autofinanziarsi ogni spesa comprese le trasferte delle squadre nazionali. Il problema della tracciatura su fondi diversi siano prati, sintetici o altro è superata con tacchette di plastica o nastro adesivo.

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore