Il suo rivale un romano di lunga militanza gestionale e amministrativa nella commissione prima e nella FIHSP si fermò a 346 voti. Fu per Corbò la seconda sconfitta dopo quella patita nel 1977 da Triglia
Nella foto si consolida e continua la crescita del quadriennio precedente dovuta al grande lavoro fatto nelle scuole e all’appoggio esterno ma determinante dei GdG. In verde i sodalizi senza diritto a voto in azzurro quelli che fecero in concreto attività agonistica acquisendo titolo a votare in assemblea
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La nona assemblea della FIH la quinta elettiva, che nel novembre 1984 aveva lasciato il vecchio nome di FIHSP per adeguarsi al dettato internazionale, segnò la svolta più importante della politica sportiva in ambito hockeistico. Un po’ come il passaggio istituzionale dalla prima alla seconda repubblica con le elezioni politiche del 1994. La rappresentanza romana perse la presidenza e scese da 6 consiglieri su 11 a 1 su 15.
Presidente venne eletto Sergio Melai, allora 46nne, che superò nettamente (57,7 a 41,1%) il concorrente Luigi Corbò romano già vicepresidente FIHSP (1973-77) e prima segretario generale della Commissione (1967-71). Tornarono in consiglio Roberto Mechelli (Roma – San Saba) e Franco Arangino (Cagliari – Amsicora) che il 10 marzo 1985 furono eletti vice presidenti.
Per la prima volta venne istituita una giunta che comprese il torinese Polloni e il catanese Luca Di Mauro a segnare il forte impatto dei CUS. Sempre di provenienza cussina – come il presidente Melai – entrarono in consiglio Giorgio Onano, (Cagliari), Franco Ferrero (Genova), Luigi Tempini (Brescia), Angela Ramello (Torino) e con loro Mario Steffenel (Rovigo) – un’eminenza grigia che influì a lungo sulla gestione sportiva – Gianni Della Motta (Rimini), l’uomo della promozione, Alfredo Miccoli (Torre santa Susanna). Questi con Di Mauro, Ferrero e Onano costituirono il nocciolo duro dei 15 anni del regno Melai.
A completamento della squadra allargata secondo il nuovo statuto del 1984 furono eletti: Domenico Libralon (Villar Perosa), Giovanni Seritti (Avezzano) e Fabrizio Passarini (Macerata). Salirono a 5 i revisori con il cussino Franco Caggianelli (Trieste) presidente, Marcella Mastroianni (Roma) confermata, Francesco Compagnini (Catania) e i supplenti Aristide Candini (Bologna) e Sergio Rossi (CUS Cagliari) che ancora oggi è revisore in carica.
L’allargamento a 15 componenti del consiglio consentì a centri minori come Torre Santa Susanna, Villar Perosa, Avezzano o neppure capoluogo di provincia come Rimini (lo divenne solo nel 1995) di avere una rappresentanza consiliare. Da segnalare che dopo neppure un anno e mezzo di percorso sofferto il bresciano Tempini che aveva cominciato a giocare a hockey come universitario al CUS Padova con Sergio Melai presidente si dimise e in omaggio al manuale Cencelli, versione geografia, gli subentrò il cernuschese Claudio Mariani. L’hockey italiano si avviò verso l’era contemporanea.





