Assemblee Storia

#50esimo LE ASSEMBLEE (5 ) TRIGLIA IMPOSE NEL 1981 UN CONSIGLIO A MAGGIORANZA ROMANA

Nella sesta assemblea della FIHSP, quarta elettiva e ottava di quelle che videro il banchiere romano ex azzurro protagonista si consumò lo strappo con i sardi. Che poi rientrarono nel 1985 

Nella foto la straordinaria crescita dell’hockey dovuta al grande lavoro fatto nel ciclo precedente dal 1977 in poi con i mega corsi di allenatori di Padova, Formia, il successo dei GdG, e degli altri tornei promozionali successivi come Trofeo Topolino e Onda G. In verde i sodalizi senza diritto a voto in azzurro quelli che fecero in concreto attività agonistica

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Il primo febbraio 1981 ancora a Bologna, Antonio Triglia si presentò da presidente in carica e per la quarta volta consecutiva in 8 anni  uscì da vincitore. I sodalizi presenti con diritto a voto furono 96 su 98, praticamente la totalità dei 138 affiliati alla FIHSP.
Il consiglio risultò composto da Umberto Micco e Luciano Pizzoli  poi scelti come vice presidenti; Enrico Scala, Mario Carrus, Arnaldo Lucari  (Roma) Elda Bonomi (Vigevano), Andrea Cavazzuti (Genova), Wilmo Benetti (Reggio Emilia), Aldo Rampone (Bra), Gabriele Barberi (Torre del Greco).

Cambiò quasi tutto. Carrus restò in consiglio ma cedette la vice presidenza all’ex compagno di squadra del’INPS Roma Luciano Pizzoli, gli altri due confermati furono donna Bonomi e il reggiano Benetti. I romani Giannoli e Mechelli furono sostituiti da Scala e Lucari, un politico locale legato al nascente gruppo HC Eur. Si dimise nel luglio 1983 e gli suberntrò Luca Di Mauro primo dei non eletti che chiuse il ciclo e accompagnò Triglia alla fine del suo ultimo mandato.
I sardi che avevano tentato il golpe appoggiati da veneti, ma traditi dai CUS per qualche eco di bastoni distribuiti da Mario Carrus persero sia la rappresentanza che la vice presidenza di Nenè Figus accompagnato in uscita da Melai.
Bra restò rappresenta, ma dal paladino della femminile Aldo Rampone. Uscirono di scena altri due nordisti Giuseppe Risatti (Riva del Garda) e Luigi Baraggia (Novara) altro politico locale che fece poco o nulla. Il loro posto venne preso d Andrea Cavazzuti ennesimo politico di basso profilo, segretario della sezione DC di San Martino zona dello stadio Carlini, sostenuto da Giorgio Arnaldi e il napoletano di Roma Barberi dopo gli eccellenti risultati dell’HC Napoli.

Triglia si impose con il 57,7% distanziato di oltre 15 punti si fermò l’amsicorino Figus.  Fu rivoluzionata così la geografia politica con 6 romani in consiglio su 11 e 5 settentrionali, 4  di Nord Ovest e il reggiano Benetti concittadino di Triglia.
Romano anche il collegio dei revisori con Marcella Mastroianni, Gianfranco Brocco (nonno dell’azzurro Claudio e padre del presidente della Lazio Hockey Roberto) effettivi, più i supplenti Bruno Gambardella (padre di un altro ex azzurro di quegli anni) e Renzo Finotto di San Donà. Brocco, mancato molti anni fa nel 1989 si dimise dopo pochi mesi, anche perché eletto come Mastroianni in quota Figus / Melai.

Certo è che nel quadriennio le società affiliate crebbero dalle iniziali 138 a 164, di cui 110 con diritto a voto, nel 1983, 175 (125) nel 1985 per arrivare a 190 (140) nel marzo 1985. Gli scudetti andarono 2 all’Amsicora e 2 all’HC Eur (maschile), 3 all’HF Lorenzoni e uno all’Amsicora femminile. Nell’indoor, ovviamente sfalsato di un anno avanti, s’impose tre volte l’HC Eur, una l’H. Villafranca tra i maschi; l’Amsicora a inizio ciclo, due volte Lorenzoni e CUS Catania in chiusura fra le donne. Tranne l’Amsicora quasi tutte realtà ben rappresentate nel governo federale.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore