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#campionati TAVOLO DI LAVORO: DA HOCKEYLOVE ARRIVA IL TERZO CONTRIBUTO PER COMUNICAZIONE SVINCOLI U10 E HOCKEY5s

Tre argomenti variegati fra loro che con l’agonismo non ci azzeccano molto, ma che consentono di capire il grado di cultura hockeisitica di chi formula i quesiti 

Nella foto in evidenza i punti che oggi Hockeylove tratta, rispetto a quelli su cui gli esperti sono chiamati ad esprimersi, con in grigio quelli già analizzati

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La comunicazione federale collegata all’immagine e alla visibilità del gioco e l’ampliamento della fascia di indennità di formazione. Un campionato di Hockey5s. Questi questi che oggi affronto

Ricordate il tema dell’incarico proposto ai quattro esperti? Ecco ve lo ripropongo con il copia e incolla dal sito FIH “attivato un Tavolo di Lavoro composto da esperti consulenti che si occuperà dell’hockey agonistico”.
Du dei tre punti presenti nella lista stilata dal consiglio informale di Bologna non ci azzeccano proprio. Tanto per dire della chiarezza e della pulizia del pensiero di chi vi governa.

Le riprese TV sono abortite nel tragicomico tentativo costato 120.000 euro agli hockeisti italiani formalizzato con Eleven. Di TV intesa come broadcast neppure l’ombra, in effetti però se per Tv si intende l’elettrodomestico era possibile vedere lo streaming sul televisore (si chiama così!) di casa.
Poi, sulla qualità delle riprese sulla pulizia dell’immagine sulla grafica sui commenti abbiamo già scritto molto: voto 3 e meno male che Eleven ha chiuso e Dazn se n’è guardata bene di parlare con la FIH.
Ora però si pone ai 4 esperti in agonismo di offrire un parere sull’alternativa fra riprese video (questa l’espressione più corretta) e piano di comunicazione. Come chiedere a un ristoratore di proporre la scelta fra un sorbetto al limone e una cerimonia nunziale. È vero che nel wedding planning può essere incluso anche il sorbetto, nel nostro caso nel piano di comunicazione sono prevedibili le riprese video, ma è di tutta evidenza che gli items non sono in alternativa. Semmai il primo ingloba il secondo.
Un piano di comunicazione – qui so davvero di cosa scrivo essendo una delle mie specializzazioni professionali – è un progetto complesso che anzitutto comprende la comunicazione interna, e poi quella esterna di una  organizzazione. Deve analizzare prima il contesto in cui si opera poi passare agli obiettivi che si vogliono perseguire (ad esempio una maggiore fluidità di rapporti fra i collaboratori e gl affiliati e con l’esterno una maggiore conoscibilità del brand), indicare i linguaggi e i media prescelti, contemperare il tutto con il budget, prevedere monitoraggio e valutazione dei risultati intermedi e di quello finale. E tralascio per brevità altri fondamentali passaggi intermedi come scelta dell’audience, della strategia e della definizione dei contenuti. Insomma hanno scritto ad minchiam.

Se il piano della comunicazione non è roba per esperti di agonismo e sembra una mezza trappola messa lì per creare un problema ai quattro, anche l’indennità di formazione estesa agli U12 con l’agonismo ci azzecca poco.
Il regolamento organico andrebbe modificato all’art. 26 e poi inviato al CONI per l’approvazione, laddove fissa al compimento del decimo anno il limite per l’instaurazione del vincolo e di conseguenza del pagamento dell’indennità di formazione. Abbassarlo può in effetti rispondere alla mutata realtà dell’età di reclutamento, ma contrasta con i principi generali dello Stato e con la  consolidata opinione sulla libertà di scelta, in particolare dei più piccoli.   

Più congruo il tema dell’Hockey’s. Certo che partire “di brutto” con un campionato quando in Italia c’è un solo impianto idoneo (Cairo Montenotte) più due artigianali (Torino e Cagliari) sembra azzardato. Visto che dal 2016 sempre sotto questo presidente la FIH ha rinunciato, quando ne aveva diritto agli europei U16 di Hockey 5s, non ha mai aderito a nessuna richiesta della EHF e della IHF di partecipare alla competizioni internazionali (europei, mondiali, olimpiadi giovanili) e non ha mai posto la specialità nel minimo rilievo. La prova? Nella recente modifica statutaria all’art. 2 sono state  aggiunte le specialità dell’hockey fra cui beach e promozionale (sic!!) Ma non l’hockey 5s.

Ora amici cari per fare un campionato occorrono i campi. Un impianto di parahockey (sponde sui quatto lati con annessi e connessi) ha un costo elevato, minore per gli impianti definiti da allenamento. Per attrezzare almeno  cinque zone, tolto il Nord Ovest che ha già Cairo, servirebbero non meno di 70.000 euro. Vista anche la relazione dei revisori del conto del 26 maggio 2023 che indicano la via a “proseguire nella rigida politica gestionale basata sulla riduzione dei costi”. Forse più che ipotizzare un fantomatico campionato 2024 sarebbe meglio promuovere un’adeguata fase di promozione e successivamente di sperimentazione con tornei locali, laddove esistano le condizioni.  

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore