In viale Tiziano hanno giubilato van Hesteren e ora si baloccano con quesiti a dir poco esilaranti, mentre i nostri molti talenti espressi nelle coppe e nel torneo juniores si allenano come possono con le loro società senza nessun progetto comune, senza una guida tecnica nazionale
Nella foto Dario Saoncella e sullo sfondo Palumbo e Dionisi Vici, tutti 2003 lanciati in nazionale A nel 2023 da van Hesteren
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Dal 14 al 2 luglio l’Italia U21/M si dovrà presentare a Walcz in Polonia per l’EuroHockey U21 Championship II-A , mentre l’analogo torneo (II-B) sarà a Cardiff. Nel loro gruppo gli azzurrini troveranno Austria, Lituania, Lussemburgo, Polonia e Ucraina. Un girone non impossibile che gli potrebbe dare l’accesso al Championship a 8 del 2026.
La nazionale non ha una guida. Tanto meno la U21. Unica FSN in Italia e sola associazione nazione di hockey al mondo. Contrariamente agli usi e costumi italioti introdotti nell’ultimo triennio le nazionali serie non si preparano in una settimana.
Basterebbe seguire le due coppe e i tre gironi juniores per convincersi che i giovani di prospettiva non mancano. La classe 2003 esprime un gruppo già di per sé potenzialmente interessante. Non ci credete? ecco una lista – e chissà quanti altri ho involontariamente omesso – abbiamo almeno 4 portieri di qualità: Francesco Guiggi, Simone Calzolari, Diego Arosio, Davide Loddo.
Altrettanto ricca la panoramica, da Nord Ovest alle isole, per i giocatori di movimento: Andrea Petito, Michele Longo, Irvin Cekani, Nicolò Mosca, Pietro Bossi, Edoardo Burli, Tommaso Gazzini, Edoardo Scudier, Dario Saoncella, Pietro Pesce, Valentino Malucchi, Edoardo Moggi, Leonardo Palumbo, Samuel Serra, Felix Dionisi Vici, Daniele Cavallini, Marco Sapienza, Nicola Palmas, Luca Sulanas. E potreste aggiungerne un’altra mezza dozzina.
Senza contare i molti 2004 e soprattutto 2005, con la ciliegina di alcuni fenomeni più giovani (Iossa e Palombi su tutti). Mal contanti saranno una cinquantina di ragazzi che andrebbero inquadrati, curati e seguiti per tutti questi mesi. Ed è già tardi.
Avrebbero dovuto cominciare a settembre, ma in viale Tiziano erano troppo impegnati a giubilare van Hesteren e a fare domande da prima elementare tipo: vi piace accorpare le finali scudetto con floorball e lacrosse? volete equiparare i profughi (quelli dei barconi?!?!) agli italiani? oppure, cambiamo la normativa giocatore-allenatore?
Ecco mentre il governo federale si balocca su questi massimi sistemi il talento italiano si intristisce, si disamora, smette e muore.
Applausi da tutto il loggione, quello che tira la carretta e lavora.





