Altri Hockey Storia

#50esimo PARAHOCKEY (1) L’IDEA, LO SLANCIO E IL PROGETTO SONO TUTTI DI MARCO CARBONI

Fu mia però l’intuizione di inserirlo nel regolamento gare e campionati permettendo così, prima della successiva modifica statutaria, di farlo riconoscere ed entrare ufficialmente nel mondo FIH

Nella foto la premiazione del primo campionato italiano giocato nel 2017 a Genova

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La manifestazione che diede impulso prima nazionale poi internazionale al parahockey europeo fu il Walter Mayer Turnier nato del 1981 e poi organizzato dalla DHB, la federazione tedesca, a Mönchengladbach in memoria di Walter Mayer.
L’Italia partecipò per la prima volta nel 2011 con due squadre classificandosi ai primi due posti. Quando il torneo era già consolidato con formazioni provenienti anche da Olanda, Spagna e poi Inghilterra, Irlanda e Portogallo.

Facciamo un passo indietro, di non molto, per definire con esattezza la nascita del parahockey italiano. Abbiamo una data precisa è il 18 dicembre 2009. Anche il luogo è noto, fu il centro preparazione olimpica Giulio Onesti a Roma.
Marco Carboni, attivo da anni con tutta la sua famiglia, nel mondo del basket paralimpico, coinvolse alcuni ragazzi della pallacanestro romana.
Il padre Alvaro maestro dello sport fu uno dei primi promotori del basket in carrozzina e anche i fratelli, in particolare per la disabilità intellettivo relazionale, Alberto docente universitario e Francesco, responsabile dell’area tecnica FISPES a Tokyo 2021, sono attivissimi nel modo paralimpico.

Le prime società si formarono nel 2012 (Pol. L’Archetto,  Disabili romani). Presto si aggiunsero Mercurio e US ACLI e i praticanti crebbero a una cinquantina. All’inizio quindi il parahockey nostrano fu un fenomeno tutto romano neppure troppo ben visto dal governo di allora.
Infatti, malgrado i grandi e immediati successi internazionali che fecero da contraltare ai consueti non esaltanti risultati delle nazionali azzurre la FIH non diede molto perso alla nuova disciplina che non provvide neppure a regolamentare. 

Però la voce si diffuse e i primi appassionati, fra cui Maurizio Mearelli, sparsero  il seme. Propio Savona divenne un hub coagulando altri interessati. In Sardegna si associò al movimento Il Sole di Uras, una cooperativa che per la parte tecnica si appoggia alla Polisportiva Juvenilia.
La svolta si ebbe con il primo campionato ufficiale che si giocò a Genova nel 2017, poi a Roma e nel 2019 ad Uras.

Proprio all’inizio del 2018 stavo collaborando tramite l’ex presidente federale Sergio Melai con il prof. Auletta alle necessarie modifiche allo Statuto e di conseguenza al regolamento gare e campionati, che poio furono approvate un anno dopo.
Fu mia l’intuizione di sfruttare l’occasione per inserire all’art. 1 del RGC il parahockey che mutò la precedente dicitura “L’attività agonistica comprende tutte le gare di hockey ed hockey indoor, sia maschili che femminili …” in quella attuale: “L’attività agonistica comprende tutte le gare delle specialità dell’hockey su prato indoor e del parahockey, sia maschili che femminili …”. 

Da allora il parahockey è entrato a pieno titolo nella famiglia FIH sino alla recente inclusione nello Statuto.
Cosa che avvenendo allora le variazioni tramite il commissario ad acta, ovvero delegato ma con precisi vincoli, non ammettevano altri cambiamenti se non quelle espressamente richieste dal CONI. 

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore