Renato Melai ha inviato un contributo che apre una doverosa discussione; si può non essere d’accordo sulle soluzioni proposte, ma il tema è in agenda e va affrontato
Nella foto uno dei tabellini pubblicati su Instagram relativo a una delle 40 partite prese in esame dall’autore
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A mio avviso emergono due tipi di osservazioni: una relativa ai campionati assoluti, l’altra sui campionati giovanili . Prima di analizzare i vari risultati, che già Hockeylove.News aveva messo in luce, ritengo che la causa sia dettata dalla situazione generale dell’hockey italiano. Le società diminuiscono, diminuisce pure il numero degli atleti pure e su questo poco c’è da obbiettare.
Le ragioni sono molte, non è mia intenzione farne l’elenco e attribuire responsabilità. Osservare e interpretare i risultati delle ultime settimane può però portare a un pensiero costruttivo.
In Coppa Italia M e F , Coppa federale i risultati con passivi superiori al 7-0 sono stati 19 di cui 15 maschili e 4 femminili. Nei due campionati i punteggi con passivi tra 37 e 10-0 sono 21 (18 M e 3 F). Le differenze comprese fra i 10 e i 7 gol sono 20 (16 M e 4 F).
Non torno sull’abusato tema del fair play, sul fatto che una cosa siano i campionati assoluti altra i giovanili, sulla annosa diatriba del rispetto, sul significato di maramaldeggiare. Avvio un altro tipo di considerazione
I club, grandi o piccoli, conoscono bene le difficoltà che affrontano per mettere in campo squadre giovanili, oppure ad affrontare con nuovi gruppi i campionati assoluti.
In particolare nel settore donne qualche club cerca di affrontare la A2 con gruppo giovane anche solo per farle giocare di più. Sono convinto che alla lunga queste batoste portino i singoli a demoralizzarsi, perdere autostima e porti una parte di loro, la meno motivata, lasciare l’hockey.
Questo vale ancor più nei gruppi giovanili, spesso alle loro prime esperienze e in un periodo in cui la curiosità per l’hockey è ancora incerta: uscire da una partita con 35, 22,18 reti subite è demoralizzante e ,a mio avviso, umiliante.
Queste riflessioni sono vecchie e ho visto inutili per molti dei ‘’tecnici italiani’’ e dei’’ dirigenti’.’
Ora propongo a tutti un cambio di atteggiamento che oltre a mirare al proprio interesse immediato, possa avviare un vantaggio futuro, collaborando uniti ad un nuovo modo di utilizzare gli incontri ufficiali.
Preso atto che nel pugilato, nelle lotte come nel baseball il giudice può interrompere per manifesta inferiorità Assodato il concetto di cappotto ereditato dal tennis tavolo:
Quando la squadra segna la 6^ rete, automaticamente l’arbitro mette a referto il risultato e l’incontro riparte, senza soluzione di continuità con un’altra fase per il tempo di gioco rimanente, ma le due squadre giocheranno con regole differenziate.
Queste le opzioni che propongo: la squadra vincente prima di tirare in porta dovrà eseguire almeno tre passaggi senza essere intercettata e le sue reti segnate varranno 0,5. O comunque si applichi un’altra scelta di tattica che renda più complessa la competizione per la squadra nettamente superiore.
L’alternativa è che e due squadre si mescolino in modo omogeneo giocando tra loro un’amichevole, in cui le più esperte facciano da chiocce alle neofite e possano conoscersi e imparare reciprocamente
In ultimo, ma per le U12, i due gruppi mescolati in modo omogeneo faranno dei percorsi tecnici a tempo prestabiliti sommando i tempi di ciascuno .
Queste proposte permetterebbero a tutti di giocare ed impegnarsi creando una solidarietà dei gruppi che aiuti in futuro a consolidare le singole realtà.





