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#worldcup GOVERS E DUVEKOT PUNISCONO GLI EX MAESTRI 

Le finali per il quinto e il settimo posto vanno rispettivamente ad Australia e Belgio che ricacciano le ambizioni di inglesi e indiani. La grande delusione di questo mondiale maschile sono i padroni di casa partiti col botto

Nella foto un sostenitore del Belgio, partito sicuramente con altre ambizioni rispetto al settimo posto finale

(Gilberto Giagulli)

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Australia — Inghilterra  2-0 Dopo un inizio del torneo schioppettante  gli Inglesi ,dopo la sconfitta con l’Argentina hanno notevolmente diminuito il rendimento. L’ultimo squillo è stato quello con l’Olanda ma la vittoria con due gol di scarto è rimasta lettera morta. Questo ultimo brutto match con  gli Aussie colora negativamente la loro prestazione complessiva e gli costa la discesa di due posizioni del ranking. Decisive le marcature di Blake Govers e Sky Willott che fissano il punteggio finale sul 2-0 per i kokkaburras che si attestano al quinto posto finale

India – Belgio 7-8 (dso) Al primo affondo segna l’India. Drive da sinistra deviato in porta da un difensore. Abhishek il marcatore ufficiale. Termina 1-0 per l’India il primo quarto. Qualche corto ma niente di più per i n. 1 del ranking. Dopo aver spaventato i Belgio con due corti di Harmanpreet gli asiatici subiscono il gol del pareggio da Duvekot ben imbeccato a pochi passi dalla porta indiana. Raddoppia il Belgio su corto con tiro diretto di Labouchere. La stanchezza comincia ad affiorare tra gli indiani e le carenze di marcatura procurano facilità di ottenere corti per i belgi. Malgrado questo Harmanpreet non perdona su corto, of course, all’inizio del terzo quarto. Pareggio 2-2. Si sblocca Hendricks dopo una serie infinita di tiri a vuoto nel corso del mondiale. Il gol su corto viene però annullato dal Var, per una precedente infrazione. Fatemi spendere una parola per Hardik Singh. Semplicemente favoloso. Il vero faro e uomo ovunque dell’India.  Agli Shot out viene fuori la maggiore freddezza dei belgi

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore