In campo, anzi a tavola: Carta Luigi Orrù Francesco Basciu Luciano Molinas Davide Tului Alessio Pizzoccheri Fernando Guicciardi Andrea Medda Fabio Pucci Roberto Farci Sandro Loi Giuseppe Arangino Salvatore Arangino Franco Murgia Piergiorgio Mereu Andrea Tidu Marino Raggio Alessio Coni Roberto Medda Luca Giuliani Roberto La Noce Emanuele Ariu Giorgio Maxia Antonio Giuliani Pierpaolo Pau Roberto Murgia Roberto Pucci Stefano Carta Roberto Figus Carlo Mudu Roberto. In Tribuna Stampa? No tavola acne loro: Gaviano Enrico Guerrini Mario
Foto di rito
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“Doveva essere una cenetta tra amici. È diventata una serata che nessuno dei presenti dimenticherà”. Esordisce così Pierpaolo Giuliani, uno degli ideatori di una reunion che ha ben pochi precedenti in Italia, anzi forse nessuno.
L’idea era nata in punta di piedi: ritrovare attorno a un tavolo i compagni di squadra che con la maglia verde dell’Amsicora hanno scritto pagine importanti dell’hockey italiano. In un attimo dalle quindici persone preventivate si è passati alla trentina, fra cui due storici amici i giornalisti Mario Guerini ed Enrico Gaviano. La fortissima rappresentanza dei campioni d’Italia ha spaziato dal super veterano Franco Arangino ai sessantenni, ormai abbondanti, come Roberto Giuliani.
Così la cena dall’ipotizzato ristorante si è trasferita alla Amsicora, l’unico posto che, in fondo, aveva senso ospitasse un ritrovo simile. Rigido il dress-code che ha previsto di presentarsi in divisa. All’uopo sono state stampate delle magliette bianche con il logo dell’amsicorino mentre come la tradizione del XX secolo imponeva i pantaloncini bianchi hanno dovuto essere strettamente personali.
La terrazza, il locale sotto le tribune di Amsicora, si è riempita di giocatori con la stessa maglia, con lo stesso spirito di squadra di quasi mezzo secolo fa, ma soprattutto con la stessa emozione che si prova prima di scendere in campo per una partita importante.
Il dirigente capotavola, ovviamente Franco Arangino, oltre certificare -tra una risata e l’altra – che tutti i presenti hanno “il sangue verde” e partecipano alla cena “sotto la propria e personale responsabilità” mallevando il club da eventuali infarti, ictus o altri danni collaterali vari ha omaggiato ciascuno con una busta contenente dei ricordi fotografici che lo riguardavano e delle stampe storiche dell’hockey.
Il momento più solenne della serata è arrivato con la consegna a ciascuno dei presenti del diploma d’onore e di riconoscenza, e con una dedica al valore del racconto per i due cronisti “con gratitudine, da parte di tutti i giocatori amsicorini, per aver tenuto sempre viva, presso il grande pubblico, la memoria di questa gloriosa società”.
Ogni diploma è stato chiuso in una busta anonima e distribuito alla rinfusa tra i presenti: nessuno sapeva in anticipo quale diploma avrebbe consegnato, né chi glielo avrebbe consegnato a sua volta. Così, per una sera, tutti sono stati insieme premiati e premianti, in un gioco di sorprese e abbracci che ha trasformato la consegna in uno dei momenti più autentici della serata.
Tutto tra un piatto e l’altro: tagliere di terra, fregula di mare, malloreddus alla campidanese, frittura mista, mirto e limoncello a chiudere. Insomma, il minimo sindacale! il racconto fra loro è scorso naturale, tra ricordi di allenamenti alle sei del mattino, partite giocate sulla terra battuta e ricordi affettuosi per chi ci ha lasciato anzitempo. Dulcis in fundo, è il caso di dirlo: a chiudere la serata è arrivata una torta a forma di campo















