Gens Italica porta da oggi sino a domenica nella capitale, con l’apporto dello CSEN e delle istituzioni cittadine un prestigioso quadrangolare fra squadre nazionali Over 60
Nella foto la locandina dell’evento
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Oltre Gens Italica saranno presenti le squadre ufficiali di Belgio, Francia e Irlanda. Tutte in preparazione del prossimo mondiale di Brasschaat in Belgio. Si comincia oggi alle 14 a Palazzo Valentini per il ricevimento e la presentazione ufficiale del trofeo della Repubblica in una delle sale romane più prestigiose quella intitolata ex giunta provinciale oggi Città metropolitana di Roma capitale intitolata alla memoria di David Sassoli, giornalista e presidente del parlamento europeo.Prosegue così la conquista delle sedi istituzionali, dopo quella di palazzo Madama, casa del Senato della Repubblica. Che il 24 luglio nella sala caduti di Nassirya vedrà la presentazione del primo volume di Hockey Novant’anni di storia e l’annuncio dell’uscita del secondo che coprirà il periodo dal 1974 al 2000. Questa va a merito di Gens Italica del suo presidente Franco Melis e del grande lavoro svolto a Roma da Alberto Anglana.
Dopo la presentazione ad autorità ed enti patrocinatori: dal comitato regionale Lazio del CONI, che sarà presente con due membri di giunta (Andrea Frateiacci e Stefania Lella anche presidente del Club Panathlon di Roma), agli Azzurri d’Italia (ANAAOI) alle stelle dello sport (ANSMES) al Panathlon Club di Roma, ai veterani dello sport (UNVS) tutte associazioni benemerite del CONI, oltre l’assessorato dello sport, spettacoli, moda e grandi eventi di Roma capitale e del IX Municipio sempre vicino all’hockey romano; obtorto collo ha aderito nominalmente anche la FIH.La parte sportiva si terrà nell’impianto di via Avignone (da qui il coinvolgimento del IX Municipio che grazie sempre ad Adriano Burgio ha supportato anche il recente Challenge europeo) con due gare in notturne. La prima Gens Italica – Irlanda alle ore 20 e a seguire Francia – Belgio alle 21,30. Proprio l’orario serale ha comportato la rinuncia della fortissima nazionale tedesca, che è da mesi sotto pressione, ma che per prepararsi al meglio in vista dell’impegno mondiale di Brasschaat vuole giocare alale stesse condizioni, ovvero con la luce naturale. Questo da là misura del grado di professionalità raggiunto dal mondo master in Europa e rende ancora più benemeriti i volontari italiani, che, come in questo caso, si sobbarcano spese e impegno organizzativo per stare, se non al passo, almeno per non vedere allargate le distanze con le big. Questo è l’hockey che mi piace e che vorrei tornare a seguire. Quello attivo, fattivo, coraggioso anziché l’altro rinchiuso, nascosto nella ridotta di viale Tiziano ormai afono, senza idee e che come Penelope tesse una tela che non solo non piace agli hockeisti, ma neppure a lei e alla sua cerchia rissosa e per questo ogni anno disfa quello che aveva annunciato e ripropone una trama muova, per poi disfarla di nuovo e così via all’infinito. Con buona pace per sviluppo e crescita.





