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#personaggi QUELLE SCARPETTE ROSSE, MEDAGLIATE A ROMA 

Hockey,  pallacanestro una medaglia di bronzo ai giochi di Roma, 1960 e l’avvio del movimento paralimpico in provincia di Cuneo. Tutto in una persona.

Nelle foto le scarpette rosse di Roma, 1960, Attilio Bravi lunghista e velocista, in compagnia con Ter Ovanesian

(Renato Sirigu)

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Un personaggio come Attilio Bravi, che sembra uscito dalla fantasia di un grande romanziere è invece realmente esistito. Più volte primatista e campione italiano di salto in lungo, si presentò ai giochi olimpici di Roma, forte del suo oro mondiale alle universiadidel 1959. Sapeva di non poter competere per una medaglia olimpica, ma arrivò in finale. Qui accadde l’imprevedibile, uno dei favoriti, il russo Igor Ter Ovanesian, dopo il terzo salto si accasciò al suolo. Si pensò a un grave incidente invece si erano solo aperte le scarpette chiodate. Igor ricorse all’amico Attilio con cui condivideva non solo lo stesso numero di scarpe ma anche la stessa rincorsa e l’italiano gli propose di scambiarsi le scarpette rosse per la tennisolite, la terra di color purpureo tipica delle piste di atletica di allora come dei campi da tennis, così ad ogni salto i due si slacciavano e riallacciavano lo stesso paio di scarpe. 

Attilio giunse 10º in quella finale ma poté ben dire che le sue scarpette avevano riportato a Bra la medaglia di bronzo! Il primo aggancio è che questo aneddoto ha tenuto banco anche in questi giorni al 90º dell’Olimpia basket, i cui giocatori erano appunto chiamati scarpette rosse. Attilio Bravi non fu solo un atleta doi salto in lungo e velocista, ma anche cestista e dopo aver giocato con l’Olimpo Alba portò il suo grande amore, il basket, anche a Bra.

Si fermo qui? Certo che no, ancora prima – subito dopo i giochi dove con l’amico Augusto Lorenzoni giudice FIDAL si era invaghito delle magie degli hockeisti indiani e pakistani – portò a Bra come due reliquie un bastone e una pallina da hockey da cui nacque la leggenda dell’hockey braidese. Il più titolato d’Italia con Roma e Cagliari. 

Atletica leggera, basket, hockey ma anche twirling  ante litteram, recentemente rinato a Cavallermaggiore grazie a un suo antico allievo. Infine, forse la cosa più pregevole: avendo assistito alle prime paralimpiadi romane quando divenne insegnante di educazione fisica nella scuola di Stato con il preside Mosca alla media Cravero fu fra i primi in Italia a consentire la pratica sportiva ai disabili, creando il seme per una vera e propria società che poi nacque nel 2004. 

Ecco questo in poche parole fu Attilio Bravi non solo finalista olimpico non solo promotore dell’hockey braidese cestista di buon livello diplomato Isef e insegnante di educazione fisica, sensibile come pochi, ma un autentico precursore per tante discipline che allora erano solo ipotizzate

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore