È solo l’ultimo d’esempio di una lunga tradizione di campioni versatili, ma hockey e cricket sono i più frequenti fra loro. In Italia abbiamo grandi esempi fra calcio – pallanuoto e pallanuoto – basket. Il più ricco è un apricano che si è diviso fr football e baseball. Il più variegato un australiano intenzionale in 5 sort diversi e ottimo in altri 14 fra cui l’hockey!
Nella foto Madsen ieri hockeista sudafricano oggi cricketer azzurro
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I legami dell’hockey con i cricket sono noti. Sino agli Anni Quaranta la pallina del cricket era comunemente usata per le partite di hockey. Sebbene i cricket modero abbia origini più antiche i due campionati nacquero quasi in contemporanea nel 1890 e nel 1895. Adesso l’Italia del cricket si presenta al prossimo mondiale all’Eden Gardens di Calcutta, al debutto contro la Scozia con un capitano hockeista. È Wayne Lee Madsen, con una nonna di Avigliana 42 anni, azzurro nato in Sudafrica, che nel 2006 disputò i Giochi del Commonwealth e soprattutto il Mondiale di hockey con il Sudafrica.
La storia di internazionale dei due sport è più lunga di quanto si pensi. Paul Fernandes vinse l’oro olimpico con l’India ai Berlino 1936, poi fu capitano della nazionale di hockey del Nyasaland (l’odierno Malawi) negli anni ’30 e ’40 ed essendo un eccellente giocatore di cricket, rappresentò il Nyasaland a livello internazionale in Africa. L’indiano M.J. Gopalanfu internazionale sia nell’hockey degli anni ’30 che nel cricket, giocò un Test Match contro l’Inghilterra nel 1934. Sophie Devine (Nuova Zelanda) ha rappresentato le Black Sticks e contemporaneamente le White Ferns (cricket), di cui è stata poi capitana. Jonty Rhodes (Sudafrica) celebre per il cricket, fu selezionato per la nazionale sudafricana di hockey per le Olimpiadi di Barcellona 1992.
L’Italia ha le sue icone. Dal leggendario Luigin Burlando 4 volte campione d’Italia, con Genoa e Andrea Doria in calcio e pallanuoto, olimpico nel 1920 nella pallanuoto e nel 1924 nel calcio. Fu anche ottimo schermitore e cultore della savate. Sino al celeberrimo Cesare Rubini olimpionico a Londra 1948 con il Settebello pallanotista della Rari Nantes Camogli e cestista dell’Olimpia Milano e dell’Italia di basket. Complessivamente 123 volte azzurro e dal 2013 nella FIBA Hall of Fame.
Il più ricco di tutti però è un americano: Bo Jackson è stato il primo atleta ad essere nominato All-Star in due dei maggiori sport americani, football e baseball. Invece i più versatile fu l’australiano “Snowy” Baker gareggiò a livello statale e nazionale in 29 sport diversi, arrivando a essere internazionale in cinque di essi. Per l’Australia nel rugby a 15, nei tuffi, nel pugilato, nel nuoto e nel polo. Baker era anche abile nell’hockey, nel canottaggio, nell’equitazione, nell’atletica, nel cricket, nella vela, nella scherma, nel surf. Anche l’Africa ha avuto il suo fenomeno: Jack Simonian suddito britannico giocò con il Kenya tre olimpiadi, la prima nel 1960, quando era ancora una colonia, poi nel 64’ a Tokyo e nel ’68 in Messico dove venne proclamato miglior portiere dei giochi. Il suo club era il mitico Sikh Union di Nairobi. Fu anche un eccellente pilota di rally. Vincendo molte corse in Africa. Partecipando all’East African Safari alla guida di Lancia e Volvo e campione di moto di alto livello, con all’attivo numerosi numerosi record nei circuiti di Nakuru ed Embakasi.





