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#ricordo CLAUDIO MARIANI HOCKEISTA PER BENE

Ogni cosa ha il suo tempo, quando m giunse la notizia della scomparsa di Claudio non ero dell’umore giusto. A qualche settimana dal suo funerale mi sento di ricordarlo 

Nella foto Claudio Mariani

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Ero anche stato sollecitato da un lettore, Umberto Rovati, a cui spiegai il mio diniego, tanto per riassumere il mio rapporto con l’hockey italiano era, e resta, melanconico (non malinconico). Riconosco a Rovati il merito di aver se non compreso quanto meno accettato e questo gli rende onore. Così ho maturato la virata, resta la melanconia, ma ritengo onesto rendere merito a chi ha fatto molto per il nostro hockey.   Con Claudio ci siamo sentiti l’ultima volta il 18 settembre, una chiacchierata di oltre un quarto d’ora, non era affaticato, anzi pur con la lentezza dovuta allo stato di salute mi parve in ripresa. Scherzi atroci di quel male subdolo e cattivo che per troppo tempo lo ha fatto soffrire.

Claudio non fu nel gruppo dei fondatori dell’Hockey Cernusco, dal quale il Field Hockey discende direttamente, arrivò – con padre poi presidente e fratello  –  subito dopo e per anni fu il portiere della squadra che nata sotto le ali della Libertas ha poi spiccato il volo verso i vertici nazionali all conclusione del secondo millennio.
Claudio ha sempre rappresentato la voglia di esserci, la rivincita del lavoro sul capitale. La sua importanza, il prestigio, la reputazione, la considerazione crebbero proporzionalmente al cambio di politiche societarie e nazionali. 

Per decenni le “squadre” hanno puntato sui giocatori senza pensare troppo a formarli, bastava saccheggiare a destra e a manca, ingaggiare campioni più o meno di valore per avere una squadra competitiva. Cosa c’era dietro poco importava, intanto c’era il portafoglio a sopperire alle carenze della  “squadra”, della società, del club rispetto al vivaio.
Così è avvenutoper lunghi periodi anche a Cernusco, come in gran parte d’Italia. Prosciugato o chiuso il portafoglio, ci si è dovuti arrangiare con il lavoro. Ecco allora che Claudio, e tutti quelli lungimiranti come lui, hanno avuto la loro rivincita. 

Il merito di Claudio è stato nella modestia, oltre che nella passione. Non lo ha fatto pesare e ha continuato a sfornare ragazze e ragazzi per il “suo” club. Che nel frattempo aveva anche cambiato nome.
Non era la prima volta. Dall’iniziale Libertas Cernusco dove Claudio fu il primo portiere, all’Hockey Cernusco degli scudetti, all’attuale Field Hockey di acqua sotto i ponti della Martesana ne è passata. Però Claudio, sino a quando il male non ce lo ha tolto, c’è sempre stato.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore