I successi azzurri in campo sportivo oramai non fanno neanche più notizie. In quest’estate si sono susseguiti dalla pallavolo al nuoto alla scherma, dal tennis all’atletica al softball, dal Festival Olimpico della Gioventù Europea agli World Games. Nel nostro mondo c’è un’eccezione nell’eccezione dei perdenti: il parahockey
Nelle foto alcuni degli ultimi successi italiani

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Nulla accade per caso, soprattutto in un mondo come quello dello sport che da decenni, al di là di alcune sciocchezze di qualche cattivo maestro, come la necessità di selezioni su base antropometrica negli sport di squadra, che si fonda su regole basiche che non differiscono molto da quelle aziendali: progettazione programmazione e scientificità dell’analisi. Hockeylove da tempo sottolinea e mette luce questo aspetto che purtroppo ha un’eccezione la federazione italiana hockey.

Che a sua volta ha una sua eccezione il parahockey da alcuni anni disciplina federale, anche per mia volontà e proposta inserita nello statuto, che si distingue per la sua unicità dovuta al genio sportivo di Marco Carboni, unico vero mentore non solo della squadra degli invincibili, ma della disputa delle competizioni nazionali, come ha dimostrato il recente “regresso” della Coppa Italia 2025.






