Il presidente internazionale dell’hockey lascia cadere nel vuoto le accuse del suo predecessore rilanciate da una rivista inglese specializzata in scandali
Nella fotoIkram con Bach e la nuova presidente del CIO Coventry
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Arrivano altre accuse di corruzione contro il presidente della FIH Tayyab Ikram che non risponde e sorvola. A lanciarle è il suo predecessore Narinder Batra che rincara la dose dopo la prima bordata del dicembre 2024. Chi le rilancia è la rivista in lingua inglese The Inquisitor a firma del giornalista tedesco d’inchiesta Jens Weinreich che in passato ha denunciato altri scandali di CIO FIFA e altre federazioni mondiali.
Tayyab Ikram con il presidente della federazione asiatica AHF Fumio Ogura a detta di Batra avrebbe riscosso centinaia di migliaia di dollari in commissioni illegali dal Fondo di Solidarietà Olimpica. Accuse tutte da provare e bizzarre vista la fonte da cui provengono. Però Weinreich le ha presentate con enfasi nell’articolo dal titolo “Ulteriori accuse di corruzione contro il lobbista olimpico indiano Tayyab Ikram”. Già il titolo lascia molti dubbi visto che Ikram è cittadino di Macao con origini pakistane.
La lettera d’accusa è arrivata anche alla federhockey. Mi auguro che la federazione italiana abbia espresso solidarietà al preside te Ikram, perchè sino a prova contraria è estraneo ai fatti.





