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#sport C’È UN ITALIA GIOVANE ATLETICA E TRICOLORE CHE VINCE 

Questa del 2025 la ricorderemo come una delle estati più vincenti di sempre per lo sport azzurro che trionfa quasi dappertutto, scriveremo anche di Wordl games, come già fatto sui giochi di Skopje e sui vari mondiali di questi caldi mesi. Tutto sempre con uno sguardo al nostro hockey.

Nella foto Erika Saraceni uno dei tanti bei volti di questi e di queste giovani azzurre

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14 medaglie di cui sei d’oro mettono l’Italia al primo posto del medagliere nei campionati europei juniores di atletica leggera. Non era mai accaduto nella storia dello sport regina delle olimpiadi. Davanti a Regno Unito, Spagna, Germania, Francia e Olanda, nazioni che dicono molto anche nel mondo dell’hockey giovanile. 

Un risultato che ha fatto dire al presidente FIDAL Stefano Mei: “È il trionfo dei figli di Tokyo. Abbiamo investito tantissimo su questi ragazzi. Merito di tante società che lavorano sul territorio e crescono questi campioni.” Quando sentiremo un presidente della FIH dire se non questo qualcosa di simile? Se quelli dell’atletica di oggi sono i figli di Tokyo di chi sono figli i giovani hockeisti di oggi?

Non solo medaglie ma anche record come quello di Erica Saraceni nel salto triplo quello della staffetta 4X100, certo che qui godiamo di un fenomeno assoluto come quello della cuneese Kelly Douala, ma come nel nuoto nella scherma è tutto il movimento che vince. 

Sicuro è che la FIDAL ai suoi azzurrini o a coloro che aspirano ad esserlo non chiede contributi per i raduni e i collegiali del settore squadre nazionali, non è così che si attirano i nuovi talenti, questi non sempre nascono nelle fasce agiate della popolazione. 

Gli europei under 20 di atletica leggera di Tampere si chiudono in trionfo per noi! In un’ultima giornata magica sono arrivato tre meravigliosi ori e una sfilza di medaglie che regala alla FIDAL il successo finale. Il tutto ottenuto con la squadra più giovane. Un risultato storico che ci fa sognare per il futuro della nostra atletica.

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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore