La nazionale di Mondo è arrivata al capolinea. La Francia ci supera nel ranking e ci irride con questo commento: “Decisamente questo pomeriggio la Francia è stata invincibile e ha meritato la vittoria con un clean sheet, sempre apprezzato da allenatori e portieri!”. Capito?
Nella foto Federica Carta perde un contrasto con la francese Ines Lardeur autrice del secondo dei 4 gol francesi a zero
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Mi ero ripromesso di ignorare le miserie di questa federazione. Il sussulto di dignità di Davide Gimondo mi ha riaperto una ferita che andava rimarginandosi. La catastrofica prestazione di Walcz in Polonia non può passare sotto silenzio. L’Italia, perchè è di questo che siamo parlando, una delle principali potenze sportive mondiali in quasi ogni disciplina, non può essere umiliata così da un gruppo di inetti, incapaci cortomiranti, senza le minime conoscenze specifiche che si chiedono a un gruppo dirigente.
Se Gimondo in poche righe ha messo in luce il tragitto negativo dall’U21/F – rispetto a Galles e Cechia – alla nazionale maggiore e Martinetti, altro dirigente della UH Capitolina società non certo esente da colpe come l’HCC Butterfly nelle grandi scelte di politica sportiva, lo ha in qualche modo sottolineato con il suo approccio personalistico, io metto in evidenza lo sperpero del tesoretto faticosamente raggranellato in due decenti di sacrifici di tutto l’hockey italiano per costruire una buona nazionale femminile.
Senza contare i due test match di Roma del 23, 25 e 26 giugno 2018 (7-0; 2-0; 3-1) basta vedere i precedenti ufficiali con la Francia nel periodo di cui vi scrivo: tre incontri dal 2012 al 2017 con tre vittorie con questi parziali 6-0; 4-0; 7-0 per un totale di 17 a 0! Con Puglisi e Carta già in campo nel terzo incontro. Segno di una programmazione di lungo respiro dell’head coach Roberto Carta e del team manager Luca Fabrizio.
Siccome la verità va scritto tutta, arrivo al Galles. L’ultimo confronto risaliva al 2021 a Pisa con la brutta e anche da me criticatissima sconfitta d’esordio che ci costò il percorso per l’accesso al mondiale 2022. La squadra di Carta però con le gallesi aveva inanellato una serie positiva di 5 vittorie dal 2017 al 2019 per un totale di 16 gol a 3!
Con la Cechia il percorso era stato più simile a quello francese: due match ufficiali nel 2012 e 2013: 6-0 e 8-0. Ancora più grave c’è il 4-0 in questa Nations Cup 2 la serie C dell’hockey mondiale, quando l’Italrosa di mia memoria nel mondiale londinese del 2018 fu nona sulla terra! Se dopo un’inutile 4-0 perdi agli shootout la finale per il quinto posto significa che il giocattolo non si è rotto, è da buttare in discarica.
Mondo è a fine contratto, comunque lo staff è colpevole, non quanto la dirigenza, ma in un … mondo normale andrebbe cacciato, ma non sono senza colpe neppure le senatrici di questa squadra che hanno peccato di ignavia accettando supinamente lo scivolamento della nazionale che si è trasformato in un rotolamento verso il baratro. Stucchevole è inutile la polemica sulle troppe oriunde. Sono vent’anni che ci proviamo e va dato loro atto che si sono sempre impegnate alla morte. Il fatto è che negli ultimi 5 anni la base italiana autoctona si è ancora più ristretta e non produce più nulla visto il progressivo impoverimento dei campionati.
Ci sarebbe molto altro da commentare. Chiudo con le disgrazie altrui. Non ci può consolare neppure il tracollo della Malesia che fra il 2024 e 2025 (giocando 20 partite contro le 17 delle azzurre) ha incassato 17 sconfitte contro tre successi di cui l’ultimo agli shootout in Nations 2 con il Sud Africa la terza nazionale in caduta libera come Italia e Malaysia passata dal 19^ al 24^ posto del ranking mondiale.





