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#personaggi INES & EUGENIO LA BELLA COPPIA CHE ACCOPPIA

Lo fanno sempre  con leggerezza disinteresse senza preclusioni e portano la filosofia del terzo tempo nella pratica di tutti i giorni. Pranzo imprevisto e lunga chiacchierata sull’amicizia, le cose belle e comuni dell’hockey e sull’hockey 

Nella foto tre amici a tavola

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Sabato mattina una telefonata inaspettata da Ines Iriarte ed Eugenio Ardito mi regala il primo appuntamento del loro weekend genovese che ha come pretesto la Final Four di A2/F. Ci vediamo a Pegli nella trattoria da Franco, segnalata da Lonely Planet in occasione di Euroflora 2025. Non è certo il pranzo il clou della nostra rimpatriata, anche se vino e pesce sono tutt’altro che disprezzabili. 

Con Ines ci conosciamo da più di vent’anni e non posso dimenticare che nel 2003 nel mio tour di 5 settimane da Iguazù a Ushuhaia fu l’unica ad ospitarmi gratuitamente alcuni giorni a Mar del Plata in uno degli appartamenti di famiglia, lo stesso che poi vide Massimo Lanzano, Mirko Faggian Jacopo Lunetta e tanti altri succedersi come hockeisti ospiti.
Lei era arrivata a Genova nel Superba HC di Maurizio Puggioni, dopo l’esordio sansabino e prima di trasferirsi poi a lungo a Cagliari. Eugenio suo marito è uno degli hockeisti più generosi e disinteressati che abbia conosciuto, mai a mani vuote. Sono fiero di essere l’unico italiano e uno dei pochissimi con Cecilia Rognoni e Vanina Oneto che è stato alle due cerimonie del loro matrimonio a Mar del Plata e a Torre Santa Susanna.
Chiacchiere, ricordi ed esperienze varie ci hanno accompagnato per tutto il tempo con un viaggio nella memoria e nel futuro, con il dispiacere condiviso per lo stato pietoso in cui versa l’hockey italiano e la recente novità sul cambio di regole per la cittadinanza che nel medio periodo avrà impatti importanti sulle nazionali italiane.

Ines mai troppo apprezzata come avrebbe meritato da giocatrice si è poi reinventata, in una situazione che ha dimostrato tutta la sua intelligenza. Da anni contribuisce alle cittadinanze per ius sanguinis di moltissimi hockeisti italo argentini e argentine e anche ora che le regole di ingaggio si sono molto ristrette, ha trovato il modo per vivere la nuova situazione giuridica con il giusto approccio. Tutto sommato, come ho fatto io nel cambio di ruolo da fornitore di notizie a narratore di storie ed eventi, visto il comportamento della maggioranza degli hockeisti italiani.
Per fortuna non ci sono solo gli ignavi gli irriconoscenti e gli stolti ma tante belle persone come Eugenio e Ines. A questi mi rivolgo per invitarli a coltivare rapporti umani e relazioni sincere che grazie all’hockey si formano non lasciandosi confondere dalla vacua conoscenza artefatta da interessi e opportunità momentanee.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore