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#società LA TOP TEN DEI CLUB ITALIANI PIÙ ANTICHI 

Le sole a non aver mai cambiato nome e avendo continuità senza pause sono Genova HC – con l’aggiunta del prologo sotto le insegne del GUF – SG Amsicora, CUS Padova e CUS Torino. Tutte le differenze fra anno di prima affiliazione alla FIHP (federpattinaggio) e il momento di reale inizio dell’attività continuativa. Le squadre storiche del nostro hockey hanno dai 65 agli 87 anni.

Nella foto le due tabelle a confronto
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L’anzianità delle società italiane di hockey dai documenti ufficiali FIH1 offre questa classifica Genova HC 1946, CUS Genova 1946, SG Amsicora 1948, CUS Padova 1949, HC Villafranca 1956, CUS Torino 1958, Savona HC 1958, Città del Tricolore 1959, HT Bologna 1960, HC Bra 1961. Non si discosta molto dal reale, ma non tiene conto delle evoluzioni societarie in piena continuità che nei decenni sono avvenute.
Questa è secondo Hockeylove.news l’effettiva data di inizio attività dei club italiani più longevi, tenuto conto dei cambi di denominazione delle fusioni delle incorporazioni e d’ogni altra evoluzione però in continuità: Genova HC 1938, CUS Pisa 1948, SG Amsicora 1948, CUS Padova 1949, CUS Genova 1949, Savona HC 1955, Lazio Hockey 1955, HC Villafranca 1956, CUS Torino 1958, Città del Tricolore 1959. Che spiego caso per caso.

L’attuale Genova HC è stabilito e riconosciuto da delibere federali è la continuazione del GUF Genova da cui raccolse nel 1945 titoli – compreso lo scudetto del 1943 – giocatori e colori sociali, dopo l’unico anno di sosta dell’hockey italiano avvenuto nel 1944.
Sul CUS Pisa grava un triennio di inattività tra il 1963 e il 1965. Questo giustifica la data ufficiale di prima affiliazione al 1966. Non può essere però riconosciuta la continuità storica con il GUF Pisa, nato nel 1938 e attivo sino al 1942, perchè nessuno di quei giocatori o dirigenti si ritrovò  nel nuovo CUS Pisa  affiliato nel 1947, attivo dal 1948 in serie A e serie B sino al 1962. Che ripresa poi l’attività nel 1966 e con vicende alterne lo ha fatto sino ai giorni nostri.
Non presenta invece soluzione di continuità la storia della SG Amsicora il cui esordio ufficiale risale al il 15 novembre 1948 quando i primi hockeisti di Sardegna sbarcarono, via mare in continente, per affrontare la Previdenza sociale Roma per l’unica gara di quella stagione del campionato di serie B. Non si può certo imputare all’Amsicora la mancata iscrizione al campionato 1954, perchè gli fu chiesto dalla federazione in cambio di un’attività internazionale gratuita che si limitò a una andata e ritorno con un club di Stoccarda.  Comunque quell’anno gli amsicorini, con i colori del CUS, vinsero i CNU.

Indiscutibile anche la continuità dal 1949 a oggi del CUS Padova che però come il CUS Pisa non ha legame alcuno con il persistente GUF. Diversa la condizione del CUS Genova, l’affiliazione asserita del 1946 è invece del 1947 e il primo campionato fu giocato nel 1948 seguito dal suo primo scudetto maschile nel 1949: Il club universitario cessò però ogni attività dal 1963 incluso al 1971 quando rinacque con la sezione femminile per essere quasi subito campione d’Italia nel 1972. Ovvio che se si esclude questa società risalgono le successive di una posizione e al 10° posto entrerebbe l’HT Bologna.
A Savona l’hockey nacque nel 1955 con il GS Bernini e altre società scolastiche, quei giocatori una volta sciolti i club iniziali diedero vita senza interruzioni all’attuale Savona HC. Da allora sempre presente a ogni stagione.
A questo punto è d’obbligo inserire l’attuale Lazio Hockey Prato Giovani, organica alla polisportiva S.S. Lazio, con data d’avvio 1955. Tutto cominciò con il Rugby Club Roma, dove da subito giocò Francesco Rossi. Nel 1959 la sezione hockey con l’intera squadra si trasferì ai Vigili Urbani che nel 1979 lasciarono divisa, casco e fischietto ed entrarono nella famiglia Lazio. Dal 2010 il gruppo “giovani” di Brocco si è affiancato prima alla SS Lazio per poi soppiantarla, assorbirla e prenderne  le insegne.

Continuità anche dalla prima Alber Sport Verona all’attuale HC Villafranca, passando per l’assorbimento del club veronese da parte dell’Hockey Villafranca, alla pausa della denominazione CUS Verona, alla fusione poi dissolta con l’HC Mori in UHC Adige e poi al cambio di denominazione sociale voluto dall’attuale presidente Denis Faccioli.
Quello del CUS Torino è stato dal 1957 ad oggi un percorso immacolato, anche grazie alla continuità data dalla sezione femminile. Solo cambi di denominazione a Reggio Emilia – davvero tantissimi – dall’iniziale UISP all’attuale Città del Tricolore, passando per HC Reggio, Lorenz, Mini Motor, Gatto Azzurro…
Volendo discettare sulla congruità dei titoli di CUS Pisa e come scritto del CUS Genova si porrebbero come prime riserve di questa Top Ten HT Bologna che andando a ritroso da San Mamolo a Pontevecchio arriva alla prima partecipazione ufficiale del 1961. Anno in cui nacque l’Atletica Bra poi diventata HC Bra e dopo cambi di nome, in primis Benevenuta e di fusioni è tornato da fine fine XX secolo, sotto la presidenza di Pino Palmieri, unico alfiere maschile – prima dalla nascita della SH Inder Singh – dell’hockey maschile braidese.  

  1. Sul sito federale non esiste un elenco delle società, tanto meno la loro data di prima affiliazione, per meglio celare ogni info hanno reso impossibile anche la ricerca su “l’impianto più vicino a te” ↩︎
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Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore