Per giocare in Lomellina rinunciò a una possibile grande carriera internazionale, ma in Italia condusse il club ai suoi più prestigiosi successi.
Nella foto Raj con la maglia italiana, della Cogeca, poi modesto e riservato come sempre scelse l’esilio londinese
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Da Londra, via Mortara, arriva la ferale notizia della scomparsa di Rajvinder Singh. Ricoverato in un ospedale londinese a causa di una malattia invalidante ha lasciato la Terra dopo aver abbandonato da tempo l’hockey. Uno sport che lo rese famoso in patria come autore di un goal al Pakistan durante il campionato del mondo nel 1971, dove vinse ancora giovanissimo la medaglia di bronzo, dopo aver fatto parte di una selezione universitaria ed essere stato chiamato più volte in nazionale
Da fresco bronzo mondiale si trasferì in Italia alla allora Cogeca dove contribuì a suon di gol, innescato dal più maturo connazionale Sunder Singh, ai numerosi successi del club lomellino: lo scudetto del 1972, quello indoor del 1973, le coppa Italia 1973 e 1976 e ancora lo scudetto del 1979. Suo fratello Amarjit Singh nel 1980 vinse le olimpiadi di Mosca, quelle mutilate dal boicottaggio occidentale.





