Se le Danas escono dal podio per gli shotoout negativi con Austria e Cechia, gli Honomas legittimano dai nove metri la supremazia sull’Austria e portano a casa 3 premi individuali su 8 con Hasbach, Onyekwue Nnaji, non certo per i 40’ della finale, e Ines Wanner
Nella foto i quattro volte campioni del mondo
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La Germania è bella bellissima ha nel giovane Hasbach un concentrato fra Goethe e Beckenbauer, ma l’Austria è cinica, cattiva efficace, fra Mozart e Wagner fra Asburgo Hohenzollern, fra Wiener Schnitzel e Bratwurst, fra tutto questo decidono gli shootout, Alla fine dei tre colpi senza appello decide il portiere che in partita aveva meritato l’insufficienza, Joshua Onyekwue Nnaji ne prende due su tre e permette a Proske e Hasbach di firmare il quarto mondiale tedesco. Il WunderTeam è di Berlino.
Come ci sono arrivati? Nei primi cinque minuti c’è un leggero predominio della Germania, ma in concreto solo un lungo per parte e poi, come fulmine a ciel sereno, arriva la bellissima conclusione di Max Silanoglu il turco, chi ha scelto la Germania. Neanche due minuti dopo il capitano Unterkircken sfrutta il self pass con prontezza abilità intelligenza e pareggia. In entrambe le circostanze i portieri sono stati sorpresi. Dopo 25 minuti arriva il primo corto e lo provoca l’esperto Thörnblom che non riesce a spostarsi su una deviazione ravvicinata. Proske si guadagna il rigore, su cui Hasbach spiazza Szymczyk.
A tre minuti dal riposo van Schwering nel suo centrocampo regala un rigore alla Polonia e Unterkircken non perdona (2-2). Nemmeno il tempo di respirare che Losonci sempre da destra in fila l’incolpevole – questa volta – Onyekwue Nnaji (2-3).
Witthaus nell’intervallo lungo scuote i suoi e Silanoglu (3-3) segna di prepotenza, subito dopo arriva il secondo corto per la Germania ma questa volta il rigore non c’è perché sulla linea la palla viene fermata dal bastone e non dal piede di Stanzl. Al 28º l’Austria pareggia il conto dei corti ma si porta avanti in quello dei gol: la conclusione rasoterra di Losonci non lascia scampo (3-4). Dopo il pareggio di Proske (4-4) al 25’ Hasbach spreca in contropiede. Tutto nel giro di pochi secondi, e così senza respiro, senza pausa arriva il terzo corto per la Germania che sul prolungato seguito dell’azione sfiora ancora il goal, un attacco che non finisce mai e Proske si guadagna il rigore per la spinta di Unterkircken ed è ancora Hasbach a metterla dentro per il 5-4 degli Honomas.
Però i corti dell’Austria sono delle sentenze e un Unterkircken rimette il punteggio in parità a meno di tre minuti dalla fine del terzo periodo. Se Pöhling è nel quintetto base di Witthaus, un motivo ci sarà e il motivo è il 6-5. Il giovane portiere tedesco non è in giornata e Unterkircken lo punisce ancora, ma questa volta da posizione non certo facilissima siglando il 6-6 a meno di quattro minuti dalla fine. Mentre il collega austriaco nega ad Hasback per due volte il goal del nuovo vantaggio tedesco, ma un suo compagno sulla palla che rimbalza concede il quinto corto ai tedeschi, Hasbach mette al lato di un nulla. Negli ultimi secondi, la Germania ci prova in modo disperato, ma l’Austria oltreché essere brava ha un grande portiere e un pizzico di fortuna. Però “Gott ist mia uns” e la Germania è Weltmeister.





