Resta il tema dello sfregio ai regolamenti che ha determinato la classifica fra CUS Padova CSP San Giorgio e US Moncalvese. Ora fioriscono le interpretazioni di parte. Tutti reclamano la promozione. Il giudice sportivo supplente Fanfani con qualche giorno di ritardo conferma la classifica publbicata da Hockeylove, dalla FIH e da Hockey Italiano con una specifica, che bypassa i compiti del consiglio federale
Nella foto la formazione del CSP San Giorgio che aveva conquistato il diritto al Play Off di A1/M
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Ribadisco il concetto, Il diavolo fa le pentole, ma non fa i coperchi. Sovvertire la gerarchia delle fonti, come oramai è prassi nelle comunicazioni firmate dalla segreteria generale, ha portato a questo caso limite, ma non per questo irripetibile. Tale comportamento consente le interpretazioni più svariate dell’articolo 12 in particolare del comma 4.
Un autorevole tesserato dell’US Moncalvese, non il suo presidente, ma pur sempre personalità di altissimo rilievo in quell’ambito mi ha contattato per darmi la sua personale lettura della norma. Secondo lui si tratta, di un maschio, andavano prima prese in considerazione, seppure in terza istanza il maggior numero di reti segnate, quindi la squadra promossa avrebbe dovuto essere l’US Moncalvese.
Da Casale di Scodosia arriva un’altra versione. Esclusa l’US Moncalvese con una peggior differenza reti, seconda condizione dopo quella dei punti, restano in corsa CUS Padova e CSP San Giorgio che a parità fra loro di gol segnati, questa è la terza condizione prevista dal comma 4, avrebbe dovuto essere preso in esame l’incontro con la squadra successiva meglio classificata ovvero l’US Moncalvese e a questo punto il CSP San Giorgio avendo vinto – e il CUS perso – si troverebbe nella posizione di vantaggio.
Il CUS Padova dal canto suo prima riafferma il suo diritto alla protozoi e per avere vinto l scontro diretto con il CSP San Giorgio, una volta che la differenza reti ha tagliato fuori l’US Moncalvese, poi lamenta il fatto che: “a fine partita non si può aspettare mezz’ora nell’incertezza, è inammissibile”. Per poi suggerire che la soluzione più sportiva e più logica avrebbe dovuto essere l’esecuzione degli shootout.
Resta il fatto che il comunicato 73 non può sovvertire un articolo di regolamento ed è inusuale che il giudice supplente l vociti nel sue motivazioni, perchè è solo il consiglio che può dare l’interpretazione autentica dei regolamenti non la segreteria. Se a questo aggiungo che c’è chi afferma di avere sentito il neo consigliere Grivel, presente a Reggio su mandato del presidente Mignardi, dire a telefono “Io me ne lavo le mani”, insomma la patata bollente la pelino altri, si può affermare che i nuovi entrati si sono subito allineati alla vecchia gestione.





