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#nazionale U21/M INDOOR 12 SFRONTATE FACCE DI BRONZO 

Tutti protagonisti. Anche Ciaramella che deve saltare le ultime due decisive partite. Anche Quaglia Faccio che non entra in campo neppure un secondo. Anche chi non c’era e che avrebbe meritato di esserci. Queste le altre 10 sfrontate medaglie di bronzo: Monardo, Baesse, Biocca, Carelli, Calzolari, Faggian, Matteo e Cristian Frizzi, Iossa, Palombi

Nella foto la squadra azzurra al completo

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Questa volta la partita l’ha fatta l’Italia, portandosi decisamente in vantaggio e concedendo ai croati solo una parziale rimonta nell’ultimo periodo. Il capitano Calzolari non va in tribuna ma si accomoda in panchina per i primi minuti e complice la perdurante assenza di Ciaramella per la prima volta in questo europeo scendono immediatamente in pista nel sestetto base i due fratelli Frizzi. 

È la prima medaglia di una squadra azzurra maschile in una competizione continentale europea, questo è senza dubbio un successo. Va anche detto che in passato la concorrenza era decisamente maggiore, visto che sulle 42 federazioni aderenti alla EHF solo otto hanno aderito a questa competizione che ha perso di attrattività verso le nazionali maggiori. Il loro elenco è davvero lungo, Olanda, Germania, Belgio, Spagna, Inghilterra Francia, Irlanda (queste le sole ad essere mai salite sul podio del Championship maggiore), Scozia, Galles, senza contare le assenze obbligate di Russia e Bielorussia. Resta la soddisfazione di aver preceduto squadre di buona tradizione come Polonia e Cechia e non avere sfigurato contro nazioni di ottimo attuale livello indoor come Austria e Svizzera. Le sole 4 formazioni che in passato dal 1974 hanno conseguito qualche podio maschile indoor.

Come per la femminile, che però ha mancato il podio anche per questa quadra – soprattutto per questa – con un minimo di programmazione, non dico in più sottolineo con un minimo di programmazione e qualche investimento maggiore rispetto alla quasi nullità di quello che è stato fatto arrivare molto molto più in alto non era davvero impossibile.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore