Su 11 candidati 5 farebbero molta fatica a stare nel rettangolo di gioco del campo da hockey. Inoltre questo gruppo non brilla per competenze manageriali, professionali – intese come professioni riconosciute dalla Stato – e per alcune è persino marginale la conoscenza del gioco
Nella foto i due terzi dei candidati confermati provenienti dal ciclo 2021-24. Chi trova almeno due buone cose fatte da questa squadra per l’hockey in 4 anni ha il diritto di votarla
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La coalizione Mignardi, così l’ha definita lui, come squadra di hockeisti sul campo di gioco non avrebbe nessuna possibilità di vittoria. Cinque candidati hanno avuto sporadica se non nessuna frequentazione con il gioco giocato. Rossella Gianfagna entrata 18 mesi fa nell’hockey, molto a sorpresa, con la nomina delegato provinciale del Molise, perché dirigente di un istituto scolastico è la meno hockeista di tutti i 22 candidati. Carlo Corsi sportivo di vaglia con la pallamano è genitore di un hockeista. Lo stesso Mignardi oggi pensionato, già insegnante di ginnastica, l’unico ragazzo che ha portato all’hockey fu il figlio; nel frattempo aveva collaborato per quasi 30 anni come consulente a contrato per la Federhockey. Federica Gerosa, candidata a rappresentare gli atleti, di fatto è calciatrice. Pino Calonico ex imprenditore ora a riposo ebbe una fugace parantesi da ragazzino ai tempi delle Benevenuta Bra.
Ecco gli altri sei. Antonio Spignolo, anche lui candidato in quota atleti, ha vissuto nell’ambito messinese con qualche apparizione a Catania senza mai eccellere. Meno anonima la sua presenza nei master, ma più come responsabile che atleta. Willy Grivel fu buon calciatore, ma nel 2002 a 23 anni per fortuna si accese la scintilla dell’hockey e riaprì la società di famiglia, di cui è stato anche giocatore. Paolo Figus un lontano passato nelle giovanili della SG Amsicora è stato una meteora, prima di approdare alla Polisportiva Ferrini dove si è distinto come dirigente. Martina Marchiori nel 1988 vinse l’U14/F con l’HC Mori, chiusa la società girovagò per l’Italia in una carriera che non le diede più soddisfazioni come quella iniziale.
Tecnicamente il solo con quarto di nobiltà hockeistica è Denis Faccioli. L’unico ad avere avvicinato la maglia azzurra: lo fece nel 2005 con la U21/M categoria in cui ha anche vinto un titolo indoor.
Meno valido come giocatore Marco Grossi, ha militato in varie formazioni romani di seconda fascia, ma ha il merito di aver forgiato con (la moglie Rita) e per (i figli) la famiglia una società che è fiore all’occhiello della FIH.





