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#assemblea CONOSCIAMO I CANDIDATI. DANIELE BOLOGNESI UN ORTOPEDICO PER LA CURA DELL’HOCKEY 

Professionista di fama è stato a lungo primario facente funzioni, presidente di uno dei club meglio organizzati e più democratici d’Italia. Propone trasparenza nelle decisioni, condivisione con le società degli obiettivi, in primis sulla promozione e delle nazionali, queste nell’arco di più cicli olimpici. L’invito è ricevere la fiducia dall’assemblea l’11 gennaio  

Nelle foto Daniele Bolognesi oggi e alcuni decenni fa portiere del CUS Ferrara e dell’HC Bondeno

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Perché dovrebbero votarti?
Perché sono nel mondo dell’hockey dal 1968, prima come giocatore, poi come dirigente. Conosco a fondo le problematiche legate al gioco, agli atleti, ai cambiamenti del nostro sport, avendolo praticato a vissuto a pieno in tutti questi anni. Ho maturato una esperienza importante e penso di poter essere utile ad un nuovo assetto della FIH”.

– Di cosa vai più fiero negli anni delle due presidenze dell’HC Bondeno?
“Soprattutto della storica promozione in A1 nel 2007. È stato motivo di massimo orgoglio portare il nostro piccolo paese ad incontrare allora squadroni storici e blasonati come Amsicora, Roma HC ecc. Orgoglioso degli scudetti indoor e delle finali raggiunti con le squadre giovanili e della crescita del nostro vivaio, che ha regalato diversi atleti alle squadre nazionali anche ai massimi livelli della squadra seniores.Per la nuova carica (del maggio 2024) è ancora presto, ma sicuramente ho trovato  un club organizzato già molto bene, con un gruppo di dirigenti e tecnici già ottimamente organizzati e validissimi nell’operare a tutti i livelli. Io sono solo il coordinatore di una struttura già avviata benissimo”.

Quali sono i punti del programma condiviso con Flavio La Gioia che senti più tuoi?
“Rimettere al centro del progetto le società e quindi gli atleti. La federazione più vicina ai club, incentrando il lavoro sul consolidamento dell’esistente e sul settore promozionale – scuola. Strutturare, una volta per tutte ed in modo serio, organico e stabile il settore squadre nazionali, con programmi su più cicli olimpici”.

Cosa pensi di poter realizzare come consigliere?
Intanto collaborare attivamente per mettere al servizio della federazione la mia esperienza di uomo di campo e di dirigente navigato. Riorganizzare e ottimizzare il settore promozionale e dello sviluppo dell’hockey sul territorio, anche con una opera di divulgazione mirata (vista la mia professione) anche su certe leggende (false) sulla pericolosità del nostro sport, agendo più a fondo e capillarmente sulle famiglie, che spesso sono poco  e male informate”.

Quali sono le prime cose da fare?
“Riavvicinare i club alla federazione, con un opera di informazione puntuale, precisa e non ondivaga. Creare opportunità per i club perché possano attingere, in autonomia, alle opportunità che potrebbero fornire bandi regionali, nazionali od europei. Infine, ma non certo ultima la massima trasparenza nell’azione del consiglio federale e creare modelli e strutture organizzate per la  formazione per tecnici e dirigenti”.

Quanto conterà il lavoro di squadra nel nuovo consiglio?
“Sarà l’obiettivo primario. Una squadra compatta e coesa sarà la base per il lavoro duro, durissimo che ci aspetta. Lavorare insieme, lavorare tutti , lavorare bene nel bene di chi, come noi, l’hockey lo porta dentro da sempre dentro sarà il nostro obiettivo. E quando gli hockeisti italiani l’11 gennaio ci daranno fiducia , noi glielo dimostreremo”.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore