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#assemblea CONOSCIAMO I CANDIDATI. MARTINA PERANI SARÀ L’AVVOCATO DI ATLETE E ATLETI IN CONSIGLIO  

Tanto giovane quanto esperta, ha giocato in Spagna Olanda è stata azzurra è già dirigente di sezione al CUS Padova. Una garanzia grazie alle sue competenze professionali e sportive per i diritti degli atleti sino qui poco considerati 

Nelle foto Martina Perani qui con la U18/F con Gaia Raimondo Elettra Bormida e Giulia Paolacci e dopo l’accesso all’ordine degli avvocati 

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Perché dovrebbero votarti?
“Posso dire di aver vissuto l’hockey su prato sia come giocatrice in un club italiano, in club stranieri che come giocatrice della nazionale italiana, ma anche come allenatrice di squadre giovanili in Spagna e in Olanda. Posso anche dire di avere una formazione professionale ricca (laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato, posizione di legale interno in un contesto aziendale internazionale) e comunque guidata dalla costante volontà di continuare ad apprendere.
Grazie alle esperienze sportive definite, anche sul piano internazionale e alle competenze professionali e linguistiche di inglese, spagnolo e catalano maturate nel corso dei miei studi universitari e nel mondo del lavoro, penso di poter contribuire al miglioramento di un legame tra la federazione e i suoi atleti. A questo scopo, anche dare impulso a un processo di crescita e diffusione del nostro sport e della nostra comunità sportiva, attraverso lo strumento della collaborazione. Sulla stessa linea, sto lavorando in qualità di consigliera nel direttivo della sezione hockey del CUS Padova”.

Di cosa vai più fiera in questi anni di hockey?
“L’hockey è per me, fin da quando ero bambina, una grande passione e vado fiera di come l’ho nutrita con dedizione e determinazione. Questo sport mi ha spinto a superare i miei limiti e valicare la mia comfort zone, permettendomi in questo modo di creare nuovi legami con persone, visitare paesi, conoscere diverse culture ed imparare nuove lingue, nonché di migliorare il mio livello tecnico e tattico, sia da giocatrice che da allenatrice”.

Quali sono i punti del programma condiviso con Flavio La Gioia che senti più tuoi?
“I punti che sento più miei sono sicuramente la cura innovativa e sostenibile finalizzata a dare sostegno e supporto per lo sviluppo delle attività sportive delle società senza le quali non vi può essere vita sportiva. Sullo stesso piano pongo il settore agonistico nazionale necessario a dare struttura e organizzazione ai campionati e il settore scuola e formazione, senza lo sviluppo del quale è impossibile dare continuità al processo di crescita a medio-lungo termine del nostro sport”.

Cosa pensi di poter realizzare come rappresentante degli atleti e atlete?
Penso che questa figura abbia il fondamentale ruolo di dare voce concreta e ruolo attivo a tutti coloro che fanno parte di questa categoria. Da atleta ancora in attività, io stessa sento la necessità che la nostra federazione prenda anche la posizione e le difese dei suoi giocatori, ascoltandone i suggerimenti ed esaudendone le esigenze finalizzate a creare un ambiente sportivo sano, competitivo, inclusivo e sempre più conosciuto.
Il mio obiettivo è quello di creare un canale diretto di comunicazione con i rappresentanti locali di ogni regione, in modo tale da ascoltarne, comprenderne le esigenze e portarle in Consiglio Federale affinché si attivi un movimento di miglioramento e soddisfazione di questo sport e dei suoi giocatori”.

Quali le prime cose da fare?
“La prima cosa da fare è studiare quanto svolto e gestito fino ad oggi in federazione e conoscerne i punti di forza e le lacune e le ragioni alla base di queste. Sarà poi necessario ripartire dalla gestione dell’economia, delle fonti di incentivi e di investimenti; allo stesso tempo, sviluppare una struttura organizzativa bilanciata ed inclusiva che riguarda i campionati e un processo di formazione delle figure fondamentali nello sport giocato e di promozione dell’attività sportiva nelle scuole. Tanti sono i campi su cui lavorare ed è per questo necessario un costante lavoro di squadra e di comunicazione”. 

–  ⁠Quanto conterà il lavoro di squadra nel nuovo consiglio?
Come anticipato, conterà molto. Purtroppo, abbiamo provato sulla nostra pelle come l’individualismo difficilmente porti a buoni risultati, bensì a molti scontenti e purtroppo anche ad un allontanamento di molti appassionati. Ricordiamo che il nostro è uno sport di squadra. Penso che ogni giocatore, allenatore, dirigente di società sappia bene come sia fondamentale lavorare insieme e farlo partendo dai vertici, in federazione, sarà fondamentale. Il gruppo Hockey Cresce rappresenta già un’ottima squadra composta da professionisti, oltre che comprovatamente competenti, appassionati a questo sport e vogliosi di collaborare e crescere insieme”. Il mio obiettivo è quello di creare un canale diretto di comunicazione con i rappresentanti locali di ogni regione, in modo tale da ascoltarne, comprenderne le esigenze e portarle in Consiglio Federale affinché si attivi un movimento di miglioramento e soddisfazione di questo sport e dei suoi giocatori”.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore