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#assemblea CONOSCIAMO I CANDIDATI FRANCO LETIZIA. UN GIOCATORE PER I GIOCATORI   

Un’esperienza quarantennale su tutti i campi d’Italia e molti d’Europa, ora rafforzata dalla conoscenza profonda dell’hockey olandese e dei suoi segreti.  Conosciuto e benvoluto per il suo carattere aperto e la sua disponibilità è il rappresentante ideale

Nelle foto Franco Letizia in campo e dirigente

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Perché dovrebbero votarti?
“Perché ho sempre dato tanto al mio club, alla mia città che ricordo essere Torino e adesso voglio dare altrettanto alla mia Nazione e alla mia federazione”.

Di cosa vai più fiero in questi anni di vita torinese?
“Di aver fatto conoscere a livello nazionale la nostra società, l’Hockey Torino,  e fatto di essa un punto fermo nel mondo dei master italiani. Tutto questo partendo dal nostro compianto Cesare Roluti. Prima di tutto però ricordo che ho iniziato a giocare a hockey nel CUS Torino alla scuola elementare, grazie alla dimostrazione di Massimo Maida e di un Indiano di nome Vazijr, avevo 10 anni nel lontano 1983 e sono rimasto al CUS sino all’estate del ’97. Poi volli cambiare e andai al vecchio HP Villar Perosa allenato dal mitico Gigi Esposito per un biennio. Infine, dopo una sosta ho riscoperto l’hockey con la serie B nel Rassemblement, grazie a miei vecchi compagni del CUS ed al mitico Cesare Roluti; dopo qualche anno siamo diventati Hockey Torino e con l’età sono diventato master, partecipando a campionati nazionali europei e mondiali nelle varie categorie di eta”.

Quali sono i punti del programma condiviso con Flavio La Gioia che senti più tuoi?
“Mettere al centro gli hockeisti di ieri per la loro esperienza, quelli di oggi perchè sono coloro che dobbiamo rappresentare e quelli di domani perchè senza nuovi ingressi non ci può essere futuro per l’hockey come l’attuale decrescita sta purtroppo dimostrando”. 

Cosa pensi di poter realizzare come consigliere?
“Con la mia esperienza in tutte le categorie dove ho giocato dalla A1 alla B ai Master, penso di saper cosa voglia ogni giocatore ed è per questo che ho accettato la candidatura in quota atleti, sapendo di poterli rappresentare al meglio conoscendo i loro bisogni”. 

Quali le prime cose da fare?
“Investire nelle scuole per trovare nuova linfa per formare i giocatori e le giocatrici di domani, creare un centro per le nazionali dove ogni giocatore che lo voglia possa ambire a giocare. Mettere gli hockeisti e le hockeiste al centro del progetto”.

Quanto conterà il lavoro di squadra nel nuovo consiglio?
“Fare squadra è tutto! Il resto viene di conseguenza: la condivisione degli obiettivi, la capacità di mediare per trovare la soluzione più idonea, senza personalismi, questi sono gli ingredienti la via per raggiungerlo”.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore