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#assemblea CONOSCIAMO I CANDIDATI: FRANCO MELIS. L’UOMO DEL RILANCIO LIGURE 

Organizzatore vedi la partita del Guinness. Fundraiser: ha triplicato i fondi del comitato. Il primo ad aver portato il floorball nell’hockey. La sua formula incentivi alle società, trasparenza e organizzazione

Nelle foto Franco Melis sempre internazionale sia in maglietta che in giacca cravatta

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Perché dovrebbero votarti?
“Anzitutto perché sono uno sportivo che ha attraversato tutte le fasi da atleta a tecnico a dirigente e quindi conosce e può capire tutte le problematiche dei tre ruoli, essendo fra l’altro ancora oggi atleta e tecnico oltre che dirigente. Poi per aver dimostrato nei due quadrienni da presidente eletto di un comitato regionale di aver risollevato una regione che aveva perso numeri e risultati, aumentando le società affiliate del 40% e triplicando i tesserati, instaurando una rete virtuosa di rapporti con le Istituzioni locali, il CONI e Sport e Salute”.

Di cosa vai più fiero in questi anni di presidenza ligure?
“Aver triplicato il contributo annuale ricevuto dalla ederazione con sponsorizzazioni e altre entrate che hanno dato la possibilità di organizzare e svolgere moltissime attività.  Essere  l’unico hockeista italiano eletto in quota FSN in una giunta regionale CONI, aver moltiplicato la presenza dell’hockey in tutte le occasioni publiche e promozionali possibili, attivando corsi di formazione a tutti i livelli che hanno creato una comunità hockeistica con una buona conoscenza tecnica diffusa in tutta la regione, espandendo il nostro sport anche nel Ponente ligure dove era stata giocata la prima partita 120 anni fa ma poi non c’era mai stata attività hockeistica.
Essere stato il primo a invitare atleti del Floorball alla nostra Festa dello Sport nel maggio del 2022 e il primo comitato a farli partecipare a un corso per tecnici L1 SNaQ CONI.
Inoltre prima di diventare presidente ho organizzato eventi hockeiistici come la partita a 7 più lunga del mondo – 3 giorni e 3metti consecutive di hockey – ho fatto parte del board europeo dell’associazione dei master mondiali, e della commissione master FIH, organizzando le partecipazioni delle squadre italiane a moltissimi tornei europei e mondiali”.

Quali sono i punti del programma condiviso con Flavio La Gioia che senti più tuoi?
“La centralità delle società ovvero una federazione amica che aiuti tutti snellendo le procedure. La trasparenza e la comunicazione degli atti amministrativi, delle delibere e delle decisioni federali. La formazione diffusa, continua e obbligatoria. Il monitoraggio bandi e reperimento fondi non solo a livello federale ma anche direttamente da parte delle società con ausilio degli uffici federali”.

Cosa pensi di poter realizzare come consigliere?
“Anzitutto mettere al servizio della FIH e delle società la mia esperienza professionale come fundraiser e esperto in sponsorizzazioni. Inoltre, la mie conoscenze internazionali e la padronanza di inglese e francese.
Infine, utilizzare l’esperienza acquisita nel mondo master e in quello delle organizzazioni territoriali che sono state trascurate e che devono essere maggiormente considerate perché le buone pratiche e le  esperienze regionali possono diventare – riproponendole, adattandole alle diverse realtà locali – uno dei motori di sviluppo a livello nazionale”.

Quali le prime cose da fare?
“Attivare subito un dialogo costruttivo con le società perché l’hockey italiano cresca e non muoia aiutando i club a strutturarsi. Invertire la tendenza sarà faticoso, laborioso, lento ma è l’unica strada che abbiamo. Riattivare subito i progetti di diffusione attraverso i corsi per istruttore scolastico e promozionale nelle province dove non si gioca. Incentivare la promozione sopratutto nelle opportunità dove sono presenti anche altri Sport. Formare nuovi tecnici che possano aderire ai programmi finanziari da Sport e Salute. Fare dei club e dei campi luoghi di incontro non solo degli hockeisti ma di tutti”.

Quanto conterò il lavoro di squadra nel nuovo consiglio?
“Sarà fondamentale. Noi lo abbiamo dimostrato con la nostra squadra, omogenea, di alto livello professionale con competenze che raramente si sono riconosciute e coordinate su un progetto hockeistico nazionale.
Veniamo da un quadriennio con molti insuccessi, con poca partecipazione, con numeri in discesa: il cambiamento – e in questo caso si tratta non solo di critica alla gestione e ai dirigenti attuali ma di un’alternativa strutturata e ben organizzata, con proposte e proponenti di buon senso – é davvero l’ultima chance per questa federazione”.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore