Oggi impreciso De Voogt si scatena il giocatore allenatore ucraino che apre e chiude la gara. Il 7-2 conclusivo non solo sancisce la conquista della settima coppa dell’H.C. Bra ma consegna al tabellino di questa manifestazione l’unica vittoria nei tempi regolamentari sulle quattro partite giocate
Nella foto di Luca Padovani Chiesa e Koshelenko sempre loro
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Impresa dell’HC Bra che per la prima volta nella storia della Coppa Italia vede una squadra di seconda divisione conquistare il secondo – per importanza – trofeo nazionale. La gara è incanalata subito nella prima parte del quarto iniziale quando la doppietta di Koshelenko (goal su azione e su rigore) accompagnata dai tre corti battuti dai gialloneri mettono praticamente ko la Lazio. Nel finale del periodo un disimpegno sbagliato della difesa biancoceleste consente a Chiesa di battere per la terza volta Palombi.
Il secondo quarto dice poco o nulla il terzo si chiude in parità 1-1 lasciando invariato il gap fra le due squadre che si avviano all’ultimo periodo sul punteggio di 4-1. Nel finale con le squadre allungate e la Lazio che visibilmente cede alla distanza si assiste alla sagra del goal: tre azioni fotocopia nel giro di un paio di minuti condotte sulla sinistra portano all’inedito vantaggio per una partita di questo genere di 7-1 appena lenito dal rigore trasformato da Gonzalez che fissa il punteggio finale.
Nella finale per il terzo posto i lomellini di Gonzalo Ursone prevalgono nella sparatoria del post gara, dopo aver concluso 2-2 i 60 minuti regolamentari contro la Tevere grazie al vantaggio iniziale di Rubin superato dai goal di Cardenas e Dionisi e alla rete finale di Botsio. Agli shootout è più precisa la SH Bonomi che ne insacca cinque contro quattro determinando il 7-6 finale.





