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#discussioni LE GIOVANI E I GIOVANI HOCKEISTI AL CENTRO DEL DIBATTITO 

Uno dei temi che Hockeylove aveva messo nella sua agenda raccogliendo l’interesse di molti giovani, famiglie e addetti ai lavori ha trovato riscontro nell’iniziativa di dibattito pubblico promosso dal gruppo “L’hockey cresce” guidato da Flavio la Gioia che grazie ai molti interventi ha raccolto opinioni e tratto spunti per analizzare governare il fenomeno    

Nella foto l’esito delle conference call promossa dal gruppo “L’Hockey cresce” ovvero una strada per il futuro del nostro sport

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Il tema era di grande interesse ed estrema attualità: giocare a hockey all’estero opportunità fuga o moda?
Lo hanno affrontato 16 esperti volontariamente intervenuti in una quarantina di interventi –  tutti di grande qualità – di fronte a una platea molto nutrita che ha seguito per oltre un’ora e mezza il dibattito condotto da Sandro Cucuccio e gestito dal candidato presidente Flavio La Gioia. 

Una situazione – non la prima – promossa dal gruppo “L’hockey cresce con …” che restituisce dignità e partecipazione al nostro mondo. Cito in ordine alfabetico gli intervenuti: Ilaria Amorosini, Giaime  Carta, Davide Gimondo, Franco Melis, Fabio Mureddu. Alessandro Nari, Giulia Paolacci, Bruno Ruscello,  Martina Perani, Daniela Possali,  Lorenzo Sabbarese Lorenzo Sbacchi, Stefania Spagnulo, Filippo Treno, Imre van Wagtendonk, Stefania Vecchiatto.
Ho ho visto fra gli ascoltatori presidenti o delegati di comitato regionale presidenti di società allenatori dirigenti giocatori genitori atleti insomma tutto il composito mondo del nostro hockey. 

Hanno avuto voce le esperienze di chi avrebbe potuto farlo ma non è partito (Giaime Carta fratello di Federica che lo ha fatto, Flavio Mureddu, Lorenzo Sabbarese), di chi lo ha vissuto come una esperienza temporanea (Davide Gimondo, Alessandro Nari), di chi ha pensato che fosse un percorso utile per la propria crescita anche in proiezione delle squadre nazionali (Martina Perani, Giulia Paolacci), di chi l’ha fatto in modo diverso come arbitro (Ilaria Amorosini), di chi ha giocato ai massimi livelli possibili (Peppa Possali, Stefania Vecchiatto) in Bundesliga e Hoofdkasse, di chi ha portato l’esperienza come genitore (Stefania Spagnulo), di chi  è intervenuto come tecnico a vario livello nelle squadre nazionali (Bruno Ruscello Peppa Possali Filippo Treno), di chi è ancora giovane per farlo ma già ragiona sulle cause (Lorenzo Sbacchi), di chi ragiona da dirigente (Franco Melis) o di chi quei mondi conosce perché ci vive (Imre van Wagtendonk). 

Insomma, tantissime esperienze opinioni e punti di vista. Bene ha fatto Flavio La Gioia ad ascoltare, male hanno fatto gli attuali governanti che per spocchia o peggio per altro non hanno l’umiltà di prestare attenzione alle istanze della loro gente.
Fra le parole più invocate ci sono state programmazione, voglia di crescita e di acquisire esperienze da riportare a casa propria;  nessuno neanche fra chi ha vissuto quell’esperienze ha parlato di aspetto economico come causa predominante.
Tra le cause più ricorrenti sono emerse la brevità e la povertà dei nostri campionati, il sistema sbagliato di selezione di ricerca del talento delle squadre nazionali, la confusione fra talento e selezione, il ricorso eccessivo e spesso immotivato a giocatori tecnici stranieri anziché privilegiare i percorsi professionali degli italiani, le promesse non mantenute come il disconoscimento della consulta giovani.
Pur citando federazioni di grandissimo peso come Germania Olanda Belgio Spagna si è anche detto che il modello o i modelli da seguire possono essere quelli più affini a noi come Francia Austria Polonia, tutto questo dimostra conoscenza e competenza che andrebbe meglio utilizzata da chi pretende di governare. Perché è solo ascoltando chi sa, che si sceglie con oculatezza. L’ignoranza non è mai buona consigliera e oggi ne riscontriamo troppa.

Renato Sirigu

Fra me e L’hockey è amore profondo. La scelta di chiamare Hockeylove questa creatura è la prova. L’ho giocato, l’ho insegnato, ho allenato, ho arbitrato, ho organizzato, ne ho scritto tanto quanto mai nessuno al mondo, dal 1975 ad oggi. Onesto, sincero, diretto. Come un hit bene eseguito. leggi di più sull'autore